ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

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21.7.17

SICILIA VERSO LE ELEZIONI DEL 5 NOVEMBRE: INIZIANO LE DANZE

Da sinistra: E. Vecchio, L. Musso; F. Busalacchi, B. De Santis
Qualche giorno fa informavamo i lettori dell'ingresso ufficiale in campo, in vista delle elezioni regionali del prossimo 5 novembre, di una coalizione che ha trovato in Franco Busalacchi il candidato presidente dell'ARS (il Parlamento regionale).
La coalizione —frutto di una meticoloso lavorio politico, che ha visto in Beppe De Santis (Noi Mediterranei, aderente alla CLN - Confederazione per la Liberazione Nazionale) uno dei suoi principali architetti— è stata resa possibile dall'accordo di tre componenti politiche e ideali: quella autonomista rappresentata da Franco Busalacchi (I Nuovi Vespri), quella indipendentista guidata da Erasmo Vecchio e quella sovranista democratica di Beppe De Santis e Massimiliano Musso (Forza del Popoloaderente alla CLN)*.

Nella conferenza stampa del 17 luglio sono stati presentati il nome —Noi siciliani con
Busalacchi - Sicilia Libera e Sovrana—, il simbolo della lista (vedi accanto), e indicato per sommi capi il programma (la stesura definitiva è in arrivo). Per quanto concerne la squadra dei candidati gli amici siciliani sono al lavoro, che pensano possa concludersi entro i primi di settembre. Opera enorme, visto che l'isola è divisa in ben nove province/circoscrizioni elettorali e solo raccogliere le firme necessarie per poter accedere alla competizione è una grande impresa.

E' indicativo che i nostri amici si siano mossi per primi. Dalle altre parti politiche tutto è ancora in alto mare. Se nel campo delle destre il marasma è totale, grandi manovre sono in atto nel centro-sinistra dove si stanno scannando i due capibastone: il rieletto sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l'attuale presidente (in caduta libera) Rosario Crocetta. Il Partito democratico, renziani compresi, non sanno che pesci pigliare. Anche a sinistra del Pd si brancola nel buio. C'è chi vorrebbe ficcarsi all'ombra di Orlando, chi vorrebbe andare con Crocetta, chi immagina una lista in solitaria contro tutti e due —facciamo notare che la "sinistra radicale" non è mai riuscita ad entrare nel parlamento regionale.

Staremo a vedere.

Quel che è sicuro è che la situazione sociale in Sicilia è davvero drammatica. Qui crisi, austerità europeista e globalizzazione hanno colpito molto più che altrove. E se questo è accaduto è anche perché la regione è governata da ascari  che hanno obbedito brutalmente ai dettami austeritari e neoliberisti provenienti da Bruxelles, via Roma.

La domanda è semplice: si riverserà nelle urne la dilagante protesta sociale di chi sta in basso? E se sì, premierà solo i Cinque Stelle o anche i nostri amici di SICILIA LIBERA E SOVRANA

Intercettare l'indignazione popolare è la condizione per superare la soglia di sbarramento del 5%. Se questo avvenisse, sarebbe il fenomeno politico più importante delle elezioni del 5 novembre. Affinché questo avvenga è importante riportare al voto tanti cittadini disperati e/o disincantati.
Ricordiamo che in Sicilia votano ben 4milioni e mezzo di cittadini, ma che nelle precedenti elezioni regionali del 2012 l'astensione toccò il record storico del 50%. Allora furono i Cinque Stelle ad incassare la protesta silenziosa dei siciliani (col 18% dei voti) , e non i Forconi di Mariano Ferro, che ottennero uno striminzito 1,20%. Un fatto da cui trarre diverse lezioni.

SICILIA LIBERA E SOVRANA non nasconde di puntare a superare le Forche Caudine del 5%. Non solo protesta, affermano, noi siamo anche proposta.

Forza del Popolo è un movimento sicilianista e meridionalista e non ha nulla da invidiare agli altri movimenti sicilianisti. Tuttavia è un movimento italiano a vocazione nazionale. Non vuole staccarsi dall’Italia, ma ritiene improrogabile ed indefettibile l’inserimento serio e concreto della questione siciliana e meridionale in genere nell’agenda politica nazionale.

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12.6.17

ELEZIONI COMUNALI: NELLA VALLE DI LACRIME LA SPERANZA CHE SALE DALLA SICILIA di Programma 101

«Ebbene, ad eccezione di Palermo, dove la lista “La città futura” di Nadia Spallitta ha di poco superato l'1% —ci sarà da capire bene le ragioni di questo insuccesso—, nei cinque piccoli comuni restanti (Piana degli Albanesi, Pettineo, Ciminna, Campofelice di Fitalia ePetrosino), le liste civiche popolari e sovraniste hanno tutte ottenuto risultati a due cifre, con il caso eccezionale di Petrosino, dove si è andati al 40% (vedi più sotto).

Avremo modo, come del resto abbiamo sempre fatto, di trarre un bilancio complessivo delle elezioni municipali svoltesi ieri. Un'analisi per niente facile. Vanno tenuti in considerazione, com'è ovvio, i molteplici che entrano in gioco nei casi di elezioni locali. Ed anzitutto va tenuto in debito conto il meccanismo elettorale maggioritario, che tende a premiare le coalizioni più forti ed i candidati di regime (di centro-sinistra o centro-destra) a discapito delle forze di sovranità popolare.

Ad un primo sguardo d'insieme ci pare emergano cinque fattori fondamentali: (1) un aumento dell'astensione; (2) l'inceppamento della spinta propulsiva dei Cinque Stelle —che vanno al ballottaggio solo in 8 centri su 140; (3) la generalizzazione della modalità delle "liste civiche" —anche da parte dei vecchi ceti politici di regime; (4)l'affermazione del blocco di centro-destra-di-regime, grazie alle stampelle di Lega e Fratelli d'Italia ;  (5) le difficoltà del Pdr (Partito di Renzi) che va ai ballottaggi solo ove è a sua volta sostenuto dalla "sinistra Radicale".
Ci sarà consentito esprimere, in questo quadro confuso ed in cui nessuno può davvero esultare, esprimere la nostra soddisfazione per l'affermazione in sei comuni siciliani delle liste civiche popolari e sovraniste sostenute dagli amici di Noi Mediterranei di Beppe De Santis (uno dei perni della CLN, Confederazione per la Liberazione Nazionale). 

Lo segnalavamo il 9 giugno scorso.

Ebbene, ad eccezione di Palermo, dove  la lista “La città futura” di Nadia Spallitta ha di poco superato l'1% —ci sarà da capire bene le ragioni di questo insuccesso—, nei cinque piccoli comuni restanti (Piana degli Albanesi, Pettineo, Ciminna, Campofelice di Fitalia ePetrosino), le liste civiche popolari e sovraniste hanno tutte ottenuto risultati a due cifre, con il caso eccezionale di Petrosino, dove si è andati al 40% (vedi più sotto).

Se dobbiamo comprendere le cause del flop di Palermo, a maggior ragione si devono capire quelle del successo di queste cinque liste civiche popolari e sovraniste. E capirle bene, al netto delle specificità, per vedere se queste esperienze sono estendibili e imitabili. Anzitutto in vista delle importanti elezioni regionali siciliane del prossimo 5 novembre —dove i Cinque Stelle sono dati per vincenti (ma è sicuro a questo punto?) e vista la spinta che i risultati di Palermo danno all'operazione (di trasformismo classico) di Leoluca Orlando.

A noi pare che le ragioni del successo delle liste civiche popolari e sovraniste siano, in linea di massima, le seguenti:
(1) protesta radicale contro l'ordine di cose esistente e i partiti di regime, come segno prevalente; (2) legame tra particolare e generale, tra gli obbiettivi locali praticabili per lenire le sofferenze sociali e l'orizzonte della sovranità popolare e nazionale; (3) forte radicamento territoriale delle liste e dei suoi candidati; (4) i giovani come forza motrice delle liste e delle campagne elettorali; (5) candidati a sindaco mai collusi con mafie e mafiette di regime.

Non pretendiamo affatto di chiudere con questo la riflessione, una riflessione che sta sulle spalle anzitutto degli amici siciliani, da una terra ferita a morte che forse indica il sentiero da seguire al resto d'Italia.

Ecco i risultati in dettaglio nei cinque comuni



1 - Piana degli Albanesi (Palermo)

Lista “Vincenzo Petta Sindaco”  = 14,57% 
Vincenzo Petta
 







2 - Pettineo (Messina)

Lista “Progetto Futuro” Sindaco Giuseppe Rampulla  = 38,5%

Giuseppe Rampulla (al centro)









 
 
3 - Ciminna (Palermo)
Lista “Liberi e forti” - Sindaco Totò Mannina 13,5%












4 - Campofelice di Fitalia (Palermo)
Lista “Campofelice in cammino"- Sindaco Andrea Piraino = 30%

Andrea Piraino








5 - Petrosino (Trapani)
Lista “Adesso il futuro” - Sindaco Vincenzo D’Alberti = 40,7%

Vincenzo D'Alberti (al centro)

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9.6.17

SICILIA, ELEZIONI COMUNALI: I NOSTRI CANDIDATI di Beppe De Santis


Anche in Sicilia, il prossimo 11 giugno, si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dei Consigli municipali. Per l'esattezza nell'isola si voterà in ben 129 comuni.

Un test politico e sociale di indubbia importanza.

E' opinione diffusa che l'indignazione popolare e la latente rivolta sociale che la nostra Sicilia porta in grembo, premierà le liste degli amici del Movimento 5 Stelle, liste presenti in 40 comuni.

Ma non ci sono solo i Cinque Stelle a rappresentare le istanze popolari.
In questa Sicilia massacrata da dieci anni di crisi economica, dalle feroci politiche austeritarie imposte dall'Unione europea, dalla pandemia della corruzione e del malaffare, assistiamo ad un risveglio che M5S non riesce a raccogliere tutto e che per di più non riesce a rappresentare in modo adeguato.

Noi Mediterranei —sul nostro sito potete ascoltare i comizi da noi svolti in questi giorni—, facenti parte della Confederazione per la Liberazione Nazionale, noi che teniamo assieme come indissolubili i principi dell'autonomia siciliana e della sovranità nazionale sanciti dalla Costituzione del 1948, siamo vicini e sosteniamo liste e candidati sindaci in sei comuni.

Ecco quali:

1-Piana degli Albanesi (Palermo)
-Lista “Vincenzo Petta Sindaco” ( operaio forestale)

2-Pettineo (Messina)
-Lista “Progetto Futuro” - Sindaco Giuseppe Rampulla ( ingegnere)

3-Ciminna (Palermo)
-Lista “Liberi e forti” - Sindaco Totò Mannina (piccolo imprenditore)

4-Campofelice di Fitalia (Palermo)
-Lista “Campofelice in camminio"- Sindaco Andrea Piraino (ordinario diritto costituzionale Università di Palermo)

5-Petrosino (Trapani)
Lista “Adesso il futuro” - Sindaco Vincenzo D’Alberti (ingegnere ambientalista, esperto politiche sviluppo locale)

6-Palermo
Lista “La città futura”- Sindaco Nadia Spallitta ( avvocato cassazionista)


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7.5.17

L'intervento di Beppe De Santis all'assemblea della CLN

Di seguito l'intervento di Beppe De Santis, Noi Mediterranei, all'assemblea pubblica della CLN del 25 aprile.

«Una epigrafe, per cominciare. 
Dalla lettera di San Paolo Seconda lettera a Timoteo 
Paolo al tramonto della sua vita
Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.
 Adattata a noialtri, noi della CLN:

“Combatteremo la buona battaglia; per terminare, combattendo, la nostra corsa; conservando la fede”. Nella GIUSTIZIA.

I) DOPO

1-Dopo oltre 40 anni di progressiva affermazione, fino al dominio totalitario del FINANZCAPITALISMO GLOBALE SPECULATIVO.

2-Dopo 25 anni ( dagli inizi degli anni 90) di RESISTENZA e di ricerca, morale, intellettuale e politica. 

Lunga, troppo lunga, traversata nel deserto.

3-Dopo 10 anni dalla deflagrazione della GRANDE CRISI, del 2007-08, strumento fisiologico di comando del finanzcapitalismo.

4-Dopo 5 anni ( almeno dal 2012) di ricerca – e tessitura, paziente e testarda- di SODALI CREDIBILI.

Di SOVRANISTI COSTITUZIONALI, di buona volontà.
Finalmente, rimettiamo in mare i nostri VELIERI, da combattimento. Era tempo, è tempo di rimetterci IN CAMMINO. Insieme.

La Confederazione.

Non mero , seppur serio, Coordinamento, ma, COMUNITA’ POLITICA NASCENTE.

II-Accanitamente, abbiamo STUDIATO E RI-STUDIATO. Tornando alle radici culturali del nostro impegno.

1-da Marx, Keynes, Sraffa;

2-a Gramsci, Gobetti,a Riccardo Lombardi;

3-al Cristianesimo sociale, popolare e democratico, dalla “Rerum Novarum”, a Miglioli, Dossetti, la Pira, da Mounier (personalismo e comunitarismo) fino all’ “Evangelii gaudium” e la “Laudato sì” di Papa Francesco.

4-Ai nostri maestri contemporanei, ad esempio:

-il grande socialista Luciano Gallino, fecondo fino a 88 anni, all’ultima goccia di vita.

Grazie Luciano, tra i più grandi analisti mondiali del finanzcapitalismo;

-il mitico ragazzo di 81 primavere, felicemente sulla breccia, Paolo Maddalena, mirabile cattolico democratico popolare e keynesiano radicale
 

5-E ancora, ai recentissimi libri, ai contributi decisivi, a tratti fulminanti, di

-Cesaratto,

-Screpanti,

-Pivetti (sraffiani di razza eccelsa);

-Bruno Amoroso, grazie Bruno;

-Bagnai (santamente luciferino),

-Barra Caracciolo,

-Giacchè,

-Galloni,

-Formenti.

E via via i più giovani studiosi e speaker

-Zezza,

-Passarella,

-Brancaccio,

-Fusaro.

III-Abbiamo fissato alcuni basilari PUNTI SALDI d’analisi

1-La intollerabile distribuzione della RICCHEZZA nel mondo. Piketty.

La concentrazione delittuosa nel decile , centile e millile superiore.

La distribuzione relativa ripiombata ai livelli della belle epoque.

2-Il domino delle 100.000 MULTINAZIONALI GLOBALI. Screpanti.

Che comandano il mondo, via via , in vece degli Stati desovranizzati.

3-Il dominio del CAPITALE FINANZIARIO dei DERIVATI, del SISTEMA BANCARIO OMBRA,

del DENARO CHE VIENE DAL NULLA. Gallino.

IV-PROGRAMMA.

Abbiamo lavorato, con passione, minuziosamente, al PROGRAMMA di transizione, di fase.

Vi tornerà Leonardo Mazzei, con la sua mitica meticolosità.

Il PROGRAMMA è il patto che ci unifica, come CLN.

Programma di cui ogni componente, ogni scuola, può proporre la declinazione, arricchente, cui è legittimamente vocata.

Il baricentro operativo del PROGRAMMA consiste in un KEYNESIMO RADICALE,

che ispiri -daccapo- l’opera di piena attuazione della COSTITUZIONE, dalla PIENA OCCUPAZIONE al buon governo del VINCOLO ESTERNO.


V-Ora, è tempo dell’ AZIONE POPOLARE

Di navigare in mare aperto, nel gorgo.

Dirò così.

DAL Popolo, NEL Popolo, PER il Popolo.

Veniamo dal Popolo, siamo Popolo.

Viviamo e operiamo nel/col popolo.

Pensiamo e lottiamo per il popolo.

Non siamo avanguardia separata e supponente.

Ala sedicente rivoluzionaria del ceto politico.

Destinata all’IRRILEVANZA.

Non siamo l’avanguardia rivoluzionaria di un “POPOLO DI SINISTRA” , che è caduto.

C’è più verosimilmente una sorta di NUOVA PLEBE dell’ordine materiale e simbolico finanzcapitalisticC’E’ UN POPOLO-costituzionalmente ri-concepito- DA REIVENTARE.

E’ questa la fatica FONDATIVA del nuovo PATROTTISMO COSITUZIONALE , COSTITUENTE.

Anche in sperimentali forme populiste,ad esempio, secondo le sapienti suggestioni di Formenti.

Il nuovo filo del gomitolo è “IL BASSO CONTRO L’ALTO”. Va bene.

Ma, niente scissioni tra POLITICO, SOCIALE, CULTURALE E MEDIALE.

L’approccio BASSO/ALTO, deve poter vivere gramscianamente in TUTTE LE PIEGHE DELLA SOCIETA’.

Nelle fratture, nelle contraddizioni, tutte da ricondurre alla contraddizione verticale FINANZCAPITALISMO/LAVORO.

Stare nel gorgo, dalla vertenza Alitalia, in corso, alla prossima BATTAGLIA -politico-elettorale-DI SICILIA. 


VI-FRATTURE E OPPORTUNITA’ IN SICILIA

1-La Sicilia vive una CRISI SISTEMICA, GLOBALE.

La CRISI SOCIALE,con circa 2,5 milioni di cittadini su 5 nell’abisso della povertà e della disoccupazione.

2-Una CRISI POLITICA , come dire,terminale,avendo sperimentato e logorato- negli anni recenti- tutte le formule e gli schieramenti possibili.

Le fratture della mappa politica nazionale, in Sicilia assumono la forma della totale disgregazione.

3-Una CRISI ISTITUZIONALE,in quanto lo svuotamento della sovranità dello Stato-Nazione Italia,ha comportato il completo azzeramento della quota di sovranità costituzionale rappresentata dallo STATUTO autonomistico.

4-La Sicilia sta vivendo un clima di RIVOLTA EPIDEMICA, che trova come primo sbocco il M5S,diventato, già nelle elezioni regionali del 2012, il primo partito isolano. 

I sondaggi per le prossime elezioni regionali del 7 novembre 2017 danno il M5S a circa il 38-40%. Ma, da solo, il M5S non è in grado né di avere la maggioranza all’Assemblea Regionale, né di reggere agevolmente la prova del governo concreto della Sicilia concreta.

5-Noialtri, intanto come “Noi Mediterranei”, uno dei 4 soggetti aggregatori della CLN, stiamo lavorando alacremente per proporre, anche in sede elettorale, un SOGGETTO POLITICO CONFEDERATO DI MOVIMENTO, UN SOGGETTO NEO-SOVRANISTA COSTITUZIONALE, IN VERSIONE SICILIANA. Il paradigma teorico strategico consiste nella RIFONDAZIONE DELL’AUTONOMIA SICILIANA, all’interno del più generale movimento sovranista costituzionale d’Italia e d’Europa, di cui la CLN è u nuovo propulsore. Senza ripristinare la SOVRANITA’ NAZIONALE è impossibile ripristinare la SOVRANITA’ STATUTARIA SICILIANA. Questo è il punto.

6-Tra i principali punti di attacco programmatici vi è quello di “PRODURRE E VENDERE SICILIANO”, a partire dalla SOVRANITA’ AGROALIMENTARE. Di circa 18 MLD annuali di consumi alimentari siciliani, soltanto l’8% è costituito da prodotti siciliani. Facendo leva anche sulla strategia e sul programma di RIFONDAZIONE DELLO “STILE DI VITA MEDITERRANEO” ( tradotto impropriamente “Dieta Mediterranea), secondo il canone UNESCO e altre suggestioni del “Movimento Terra Madre” ( ispirato da Petrini) e ella “Laudato sì” di Bergoglio.

7-Un altro punto programmatico centrale è costituito dall’obiettivo di rimettere in discussione e far saltare il cosiddetto “Patto di stabilità interno”, che strangola letteralmente i 390 Comuni siciliani.

8-Verificheremo già nel seminario tecnico, previsto per il 13 maggio prossimo , a Palermo ( con la partecipazione, tra gli altri, di Zezza e Screpanti, Mazzei e Pasquinelli), la concreta fattibilità di percorsi per l’istituzione di forme di MONETA COMPLEMENTARE.

9-Considerato che, per fortunosi percorsi professionali, ci ritroviamo nella nostra squadra una parte dei più valenti esperti di SVILUPPO LOCALE, un punto determinante della nostra credibilità, anche elettorale, è rappresentato dalla possibilità di presto e bene contribuire alla spesa feconda dei circa 15 mld del ciclo programmatorio 2014-2020 ,destinati alla Sicilia, una sorta di estremo residuo spazio keynesiano disponibile per sopravvivere. 


10-Soggetti e ambiti in via di aggregazione e da aggregare:

-la rete di “Noi Mediterranei”;

-gruppi neosovranisti emersi recentemente, come, ad esempio, “Forza del Popolo” dell’agrigentino;

-gruppi di SICILIANSTI democratici e progressivi ( “Nuovi Vespri”, “Noi Siciliani”);

-alcuni settori del Movimento dei contadini e dei “Forconi”;

-una piccola rete di sindaci dei piccoli comuni, a noi molto vicini;

-alcuni settori e quadri del movimento dello SVILUPPO LOCALE siciliano, che ha almeno 20 anni di storia dignitosa;

-alcuni ambienti universitari, giornalistici e intellettuali;

-alcuni animatori e piccoli gruppi di attivismo civico,anche fuoriusciti dal M5S, come “Lavori in corso per il Sud”.

Apriremo, presto, un confronto fraterno con la rete siciliana afferente a “Risorgimento socialista”.

11-L’obiettivo politico-elettorale utile e vitale di base è quello di conquistare il quorum del 5%.

12-Molto probabilmente il M5S vincerà le elezioni regionali siciliane.

Ma da solo non può farcela, ad avere ala maggioranza in ARS (Assemblea regionale Siciliana) e a ben governare. E il M5S, questo lo sa, anche se ufficialmente non lo ammette.

Il M5S ha bisogno, in Sicilia, di alleati seri e preparati, anche a governare.

Ci siamo confrontati riservatamente con i loro referenti più volte.

Temono addirittura la nostra concorrenza elettorale.

Temono che legittimando formalmente il rapporto con noialtri, con la nostra comunità politica e con la nostra lista, possano perdere voti, a favore della nostra lista.

Dovremo guadagnarci i galloni sul campo.

Senza preventivi accordi e endorsement.

Procedere, insomma in parallelo.

Gestire le elezioni per conto nostro, conquistare il quorum e un po' di deputati regionali, e, poi, dopo le elezioni, in ARS definire e realizzare le alleanze parlamentari e le sinergie di governo.

Per certi versi, si tratta di imporre al M5S l’alleanza stessa, con la nostra autonoma forza e con le nostre capacità strategiche, programmatiche, progettuali e di governo.

All’interno di una strategia, e tecnica, insieme di confronto dialettico propositivo e di sfida competitiva.

13-Insomma, la Sicilia, può essere un primo, straordinario banco di prova dell’intera strategia della CLN e delle componenti interne che lo vorranno.

Il nostro successo siciliano dipenderà non poco dalla sintonia e sinergia con la CLN nazionale.

Dal fraterno sostegno che ci verrà dato. Sotto il profilo culturale, politico, programmatico, promozionale, organizzativo e operativo.

In questo ambito, abbiamo già delineato, in forma ideativa embrionale, una grande iniziativa politico- culturale.

Si tratta di un convegno, per la precisione, di un forum internazionale, da svolgere a Palermo, attorno al 24 e 25 giugno prossimo, con la partecipazione dei nostri migliori intellettuali di riferimento. 

Titolo ipotizzato:

“MARENOSTRUM. Dalla Sicilia a tutto il Mediterraneo: per la sovranità, per una diversa economia, per una svolta di civiltà”.

Sono assolutamente convinto che, se ce la metteremo tutta, riusciremo a contrastare e a battere il mostro del finanzcapitalismo, perché è strutturalmente contro, nemico , degli uomini e delle donne in carne e ossa. E’ il Male.

Noi possiamo cacciare e prendere MOBY DICK.

Questo è quanto.

Che la fortuna ci assista».

Beppe de Santis,
Roma 25 aprile 2017.

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21.3.17

CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE

In controtendenza rispetto all'andazzo generale, segnato dalla divisione, dai protagonismi narcisistici e da slanci privi di costrutto, va finalmente in porto il più serio tentativo di unificazione nel campo del patriottismo democratico e antiglobalista.

La CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (CLN) è un'alleanza politica di movimenti, partiti e libere associazioni di cittadini che sostiene e promuove una cultura politica di azione e di partecipazione alla vita democratica come garanzia di trasformazione sociale e ripristino della sovranità popolare, nella prospettiva di costruzione di una società fondata sulla giustizia sociale e ispirata ai valori della Costituzione del 1948.
Fanno già parte della Confederazione quattro movimenti politici: Programma 101, Risorgimento Socialista, Indipendenza e Costituzione e Noi Mediterranei

Il primo incontro tra diverse forze politiche e associazioni civili viene promosso da Programma 101- Movimento di Liberazione Popolare e si svolge a Roma il 7 gennaio 2017 in una sede di Risorgimento Socialista.

I delegati delle diverse forze politiche e associazioni presenti a Roma convergono, tra gli altri, su alcuni punti essenziali.

Il primo punto, tanto più dopo che la vittoria del NO al referendum del 4 dicembre 2016 ha sventato l'attacco alla Costituzione del 1948, è dunque che quest'ultima rappresenta la stella polare della Confederazione, in quanto non solo descrive una società irriducibile al neoliberismo ed al predominio delle "cieche" leggi di mercato, ma prescrive che la sovranità popolare non può essere devoluta a nessun organismo sovranazionale.

Il secondo punto su cui convergono i delegati nel primo incontro di Roma è nella necessità di condividere una strategia politica comune per organizzare l'opposizione al progetto e alle politiche oligarchiche ed avviare un'azione politica coerente che abbia come obiettivo il ripristino della Sovranità Popolare nella consapevolezza che essa può democraticamente realizzarsi solo insieme alla sovranità statale ed a quella nazionale, con l'uscita dall'eurozona come primo passo per sganciare l'Italia dalla morsa della globalizzazione neoliberista.
Negli scambi di mail tra i delegati del primo coordinamento per la costituzione della Confederazione, e negli incontri successivi che si svolgono a Firenze, l'accordo tra i partecipanti si precisa in un terzo punto: se è vero che per scalzare i dominanti dal potere occorre essere pronti a dare vita ad un ampio blocco popolare, la Confederazione si considera alternativa alle forze politiche che presidiano oggi il campo dell'opposizione, in particolare alla Lega Nord, al Movimento 5 Stelle, così come alla sinistra radicale in quanto esse ripropongono, ognuna a modo suo, o principi economico-sociali neoliberisti, oppure concezioni e valori delle élite mondialiste.

Si procede dunque a discutere, affinare e ad approvare quello che sarà il Manifesto della CLN e quindi il Decalogo che riassume i principi sociali, politici e valoriali della Confederazione.  

La Confederazione si è data un primo grande appuntamento pubblico, l'assemblea nazionale che si svolgerà a Roma il prossimo 25 aprile.

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