ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

6.6.17

SE QUESTI SONO COSTITUZIONALISTI.... di Leonardo Mazzei

«No dunque al sistema tedesco perché antidemocratico ab origine. Antidemocratico e liberticida da sempre, non solo da quando Renzi, Di Maio e Berlusconi hanno deciso di sposarlo».

L'abbiamo sempre detto: la battaglia per la difesa della democrazia e della Costituzione è cosa troppo seria per essere lasciata in mano a certi costituzionalisti.
Ci riferiamo allo stato maggiore dell'ormai defunto Comitato per il NO, alias CDC (Comitato per la Democrazia Costituzionale), auto-affossato a gennaio (leggi qui) dal suo stesso gruppo dirigente, chiaramente spaventato dalle responsabilità che avrebbe dovuto assumere se invece avesse scelto di dare un seguito adeguato alla straordinaria vittoria del NO di dicembre.

Dopo aver abdicato a quel ruolo, dopo essere scomparsi per lunghi mesi dai radar della politica italiana, adesso questi ardimentosi combattenti della mezza misura pretenderebbero di tornare in campo dicendo la loro sull'ennesima legge elettorale truffaldina. Fin qui niente di male, anzi! Sul Redibellum abbiamo già dato un giudizio totalmente negativo, evviva dunque l'allargamento del fronte del NO alla legge in discussione in parlamento!

Il problema è che i NO non sono tutti uguali. E quello pronunciato dai Cuor di Leone di cui sopra altro non è che la solita mezza misura, che per costoro è peraltro la norma. Fino a dicembre volevano sconfiggere la controriforma renziana, mantenendo al tempo stesso il suo ideatore a Palazzo Chigi; a gennaio dicevano di volere una legge elettorale che garantisse la rappresentanza, ma senza scartare il Mattarellum che ne è la plastica negazione; adesso dicono no al "tedesco", ma solo perché non è tedesco abbastanza. Mezze misure, sempre mezze misure: che siano solo dei mezzi costituzionalisti?

Beninteso, è assolutamente vero che il "tedesco" del Redibellum è stato ulteriormente peggiorato dai nostrani intrallazzatori in carica parlamentare. Lo abbiamo scritto nell'articolo già citato e non abbiamo altro da aggiungere. Ma il problema non è solo quelle delle liste bloccate (peraltro è così anche in Germania). E non è neppure solo quello - per quanto effettivamente importante - dell'impossibilità del voto disgiunto. Ci sbagliamo o c'è qualcosa di più?
A leggere costoro non sembrerebbe. Ecco il passaggio centrale del loro ultimo compitino:
«Chiediamo con forza che anche in Italia gli elettori possano votare come in Germania in modo distinto, con due voti, uno per i collegi uninominali e uno per le liste dei partiti nel proporzionale; chiediamo che le liste dei partiti non siano bloccate e che i parlamentari siano eletti sulla base delle indicazioni degli elettori».
Ammazzate! Che forza! Vogliamo la Germania, ma quella vera, con la birra e i crauti, la Bundesbank e le leggi liberticide ed anticomuniste!

Esageriamo? Bene, allora ci si spieghi la "dimenticanza" di ogni richiesta di cancellazione dello sbarramento del 5%, che è esattamente quel che contraddistingue il sistema elettorale tedesco. E' quella soglia d'accesso l'elemento davvero decisivo, e sul punto Renzi, Di Maio e Berlusconi si sono tutti allineati alla signora Merkel ed ai suoi ben poco democratici predecessori.

Storicamente parlando quel 5% non è infatti un numero casuale, tantomeno innocente. Ecco come ce ne parla Aldo Giannuli in suo recente articolo:
«Quel numero non venne scelto dai legislatori tedeschi (siamo nel 1953, ndr) in grazia di una particolare virtù orfico-pitagorica del numero 5, ma perché si cercava una soglia abbastanza alta per far fuori il Partito Comunista (che era intorno al 4) ma più bassa del 7% che era la percentuale dei liberali, che invece, bisognava garantire. L’obiettivo non era quello di “razionalizzare” il sistema limitando il numero dei partiti ammessi in parlamento, ma farne fuori solo uno...».
E adesso, in questo 2017, a cosa serve quella soglia? Serve ad ottenere tre effetti, anch'essi per nulla innocenti, e cioè:
1) a rendere di fatto maggioritario un sistema che pure si presenta come proporzionale (Effetto ruba-seggi);
2) ad avere un parlamento sempre più controllato dal governo (Effetto caserma);
3) a rendere più difficile l'affermarsi di nuove forze politiche, specie se esterne e contrapposte all'attuale sistema di potere (Effetto proteggi-casta).
Ecco, questi "dettagli" non interessano minimamente i nostri amanti delle mezze misure, delle mezze verità, dei mezzi no. Privare di ogni rappresentanza una lista con due milioni di voti è per loro un aspetto evidentemente secondario. Che sia anche un "particolare" privo di rilevanza costituzionale? Inutile chiederlo a loro, che al massimo sapranno rispondere al 50%.

Oggi non vinceremo la battaglia per il proporzionale, ma che almeno siano chiare le ragioni di fondo dell'opposizione alla nuova legge truffa. Se non altro questa chiarezza ci servirà in futuro. Gli argomenti di questi modesti azzeccagarbugli sempre sotto-misura, di cui ci siamo qui occupati, sembrano invece fatti apposta per oscurare il cuore del nuovo furto di democrazia di cui le élite hanno bisogno per non mollare il loro posto di comando.

No dunque al sistema tedesco perché antidemocratico ab origine. Antidemocratico e liberticida da sempre, non solo da quando Renzi, Di Maio e Berlusconi hanno deciso di sposarlo.

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