ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

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24.1.18

Scusate, adesso si può dire "Bagnai leghiiiiistaaaaa"?

Sgombriamo subito il campo da equivoci: sebbene abbia avuto forti contrasti con Alberto Bagnai non sono tra quelli che pensano che la sua scelta sia motivata da misere convenienze personali o ambizioni di poco conto. Al contrario, lo considero un idealista animato da una sconfinata ambizione.  In ciò essendo abbastanza simili.
Ho visto la conferenza stampa di Salvini-Borghi-Bagnai. Un'efficacia comunicativa straordinaria alla quale è difficile resistere, e contemporaneamente una profonda sensazione di fastidio. Volete sapere quali sono i volti che affioravano alla mia mente nel sentirli parlare? Ronald Reagan e Margaret Thatcher, da una parte, e Von Hayek dall'altra. Ovvero: liberismo (razionale) versus ordoliberismo (irrazionale). L'idea, cioè, che il Mercato sia pur sempre un Principe dal quale non si può prescindere, e dunque che occorra almeno sceglierne uno razionale. L'irrazionalità dell'ordoliberismo essendo fondata sull'adozione di una moneta, l'euro, gestita da una Banca Centrale dominata dalla Germania, che, per funzionare, ha bisogno di una burocrazia e di imposizioni che contrastano con il libero dispiegarsi delle forze economiche degli Stati che l'hanno adottata. E dunque che, aggiogando Stati con diversi livelli di sviluppo economico ad una moneta unica, ciò possa condurre ad una loro convergenza invece che a un aumento delle distanze tra essi. Il keynesiano Alberto Bagnai ha l'indubbio merito di averci insegnato che la convergenza non può esserci perché... non può esserci. Non è poco.

A me pare che la dialettica sottesa alla narrazione leghista sia quella che considera come soli poli possibili il liberismo e l'ordoliberismo, portatori rispettivamente di convergenza o divergenza, di crescita o crisi. Ovvio che il liberismo alla Reagan-Thatcher sia preferibile all'ordoliberismo alla Von Hayek in salsa tedesca (almeno ce la possiamo giocare senza avere le mani legate), ma il liberismo non è la stessa cosa del sovranismo (vedi nota a pié di pagina). Già, perché il sovranismo è profondamente keynesiano, pertanto statalista, così come lo sono la nostra Costituzione e, pare, Alberto Bagnai, ragion per cui occorre interrogarsi sul perché egli abbia deciso di candidarsi con la Lega Nord.


Come mai il keynesiano Bagnai si candida con la Lega liberista?


In parte ce lo ha detto lui stesso: perché ciò che chiamiamo "sinistra" gli ha chiuso le porte in faccia, essendosi totalmente posta al servizio del modello ordoliberista. E sul fatto che il liberismo sia, per l'Italia e per gli italiani, pur sempre preferibile all'ordoliberismo, ce lo dimostrano i fatti e i dati. Resta però la domanda se sia, quella di votare Lega Nord, cioè favorire un partito che punta ad un'uscita concordata dall'ordoliberismo per rientrare nel liberismo, una soluzione non dico giusta, ma almeno accettabile per chi è sovranista! Senza dimenticare che, nella Lega, albergano spinte di natura secessionista che potrebbero, nel dispiegarsi degli eventi futuri, prendere il sopravvento determinando quello che, per noi sovranisti, è il massimo dei danni: la rottura dell'unità nazionale con il nord (la Padania) che entra (o ritorna) nell'orbita tedesca, e il sud che finisce nelle mani delle mafie locali. La mia sensazione è che la scelta di Alberto Bagnai sia determinata dal combinato disposto di un insieme di cause, che vanno dal tradimento della sinistra ai danni della nazione e dei lavoratori a valutazioni di natura tattica sugli sviluppi possibili, avendo in mente la necessità di evitare quello che, a suo parere, sarebbe il danno maggiore: un lungo e aspro contenzioso con la Germania e (a questo punto) la Francia conseguente a un'uscita unilaterale dell'Italia. Una posizione che ricorda un po' il battipugnismo di Paolo Ferrero, che Bagnai ai tempi della sua giovinezza redarguì piuttosto aspramente. Forse, nel frattempo, il tavolo che allora non c'era è stato posizionato, e il Nostro pensa di potercisi sedere? 

Al tavolo che non c'era, ma oggi pare di sì, la Lega sostiene che ci si può sedere. La Lega! quella che si allea col Berlusconi che parla di abbattere il debito pubblico con una stagione di privatizzazioni e assicura Leuropa sul rispetto del numero 3 (percento) mentre Bagnai sostiene che il Cavaliere è un valore aggiunto perché ha contatti ed entrature con Leuropa! Strano, a me sembrava di ricordare che fosse con Putin! Un altro passo e verrà a raccontarci che ormai il dentifricio è uscito dal tubetto?

Sia come sia, Alberto Bagnai si candiderà con la Lega e verrà eletto. In fondo è coerente: una volta disse che si sarebbe alleato anche col demonio, pur di uscire dall'euro! Però non bisogna dimenticare che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. La sua scelta è pericolosa, come lo è quella di noi sovranisti, che non ci fidiamo né della Lega né di Berlusconi. Non gli daremo il voto, pur continuando a seguirlo e ad apprezzare le sue argomentazioni economiche che tanto ci hanno insegnato.

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Nota: uso il termine "sovranismo" dando per scontato che i pochi e infelici che mi seguono sappiano che "sovranismo" è sinonimo di "statalismo&Costituzione". Questo è un blog per pochi (non anonimi)

Fonte: egodellarete

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BAGNAI CON LA LEGA: UN GIORNO TRISTE di Moreno Pasquinelli


Non condivido quanto scrive l'amico Sergio Cesaratto, che non solo si "complimenta" con Bagnai per la sua scelta di candidarsi con la Lega di Salvini ma gli augura "un grande successo".

Non nascondo anzi la mia tristezza. E non ci consola per niente il fatto che noi, già nel 2013, avessimo previsto che Bagnai si sarebbe buttato con la destra. In cuor nostro speravamo non sarebbe mai accaduto.

E' triste dirlo ma era tutto già scritto, sin da quando il Nostro ci diede addosso dicendo che "l'uscita da sinistra dall'euro" era una fregnaccia; quando, per giustificare la sua pulsione a siglare il patto col diavolo, sosteneva che siccome l'euro è nazista ogni uscita sarebbe stata benefica, anche se nazional-liberista. 

Non c'è dubbio alcuno che l'essenza della Lega di Salvini sia liberista (sorvoliamo per carità di patria su razzismo, securitarismo fascistoide ecc. ed altre schifezze). Ma questo Bagnai lo sa benissimo, per questo è politicamente grave che si sia messo al servizio di Salvini per camuffare il liberismo reazionario con una spruzzata di keynesismo sinistrorso. Il keynesiano de' noantri, verrebbe da dire. E che pena che il Nostro abbia accettato di dare la notizia partecipando ad una una conferenza stampa voluta da Salvini per rispondere in tempo reale alla mossa di Berlusconi che da Bruxelles si accreditava come un europeista al cento per cento e garantiva a Lorsignori che Salvini medesimo... è un cane che abbia ma non morde.
Berlusconi eurista, Salvini euroscettico.... Un'Armata Brancaleone, quella delle destre, compatta solo su una "cosetta": la visione neoliberista, che Berlusconi declina in modo ordoliberista mentre Salvini in quello all'amatriciana.

Consapevole di aver accettato il ruolo di comparsa in una corte dei miracoli ecco come Bagnai la racconta a Radio radicale:
«Noi non apprezziamo molto il metodo del processo d'integrazione europea proprio perché in nuce è un metodo e un processo che tende a negare il valore delle differenze e a schiacciarle; tutti i paesi devono essere uguali, se non si è uguali non entri; beh, questa coalizione di centro-destra fra le cose che diciamo personalmente apprezzo ha anche il fatto di essere una coalizione plurale e il fatto che Berlusconi rivendichi un suo afflato europeista e dei contatti con le istituzioni europee ai massimi livelli come ho già detto in conferenza stampa dal mio punto di vista è un vantaggio, un asset come direbbe un economista (mi faccia parlare da economista) per la coalizione piuttosto che essere una passività una liability per un motivo molto semplice che è opportuno che nella coalizione ci siano interlocutori che siano in grado di rapportarsi con le istituzioni europee sotto qualsiasi scenario ci si dovesse presentare».
Davvero patetico. 

Ciò che come economista Bagnai si era guadagnato sul campo, egli ora lo ha gettato nel cesso con la sua farlocca scelta di campo. Ingenuità politica? narcisismo? ambizione? Forse un miscuglio dei fattori. Come andrà a finire? Male!

Ps

Che poi l'uscita dall'euro sia solo il "Piano B", essendo quello "A" il restarci, è cosa oramai nota. Vale la pena segnalare come Borghi Aquilini abbia spiegato questo aggiustamento non da poco
«L'aspetto della dissoluzione concordata [dell'eurozona, NdR] per noi è stato sempre fondamentale. Cos'è stato il cambiamento? E' stato l'arrivo di Macron in Francia invece di madame Le Pen. Se ci fosse stata madame Le Pen questa dissoluzione concordata sarebbe già avvenuta, adesso ci vuole un po' più di tempo».
Capite cos'è il "Piano B"? 
Non l'uscita unilaterale, sovrana e costituzionale, sempre esclusa, anche dal Bagnai (fu un punto della nostra polemica), ma lo smantellamento concordato dell'eurozona con tedeschi e francesi. Aspetta e spera.. 


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