ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

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13.8.17

ANARCO-IMMIGRAZIONE: ANCHE BERNIE SANDERS DICE NO

Giorni addietro davamo conto delle posizioni sull'immigrazione sia di Geremy Corbyn —CORBYN: NO ALL'IMMIGRAZIONE ALL'INGROSSO— che di J. L. Melenchon —IMMIGRAZIONE: MELENCHON NON PIACE PIÙ AI COMPAGNI ITALIANI.
E segnalavamo come, a causa del loro rifiuto dell'anarco-immigrazione, entrambi non sono più nelle grazie della sinistra-sinistrata italiota.  Un'altra tegola si abbatte adesso sui fondamentalisti dell'accoglienza a prescindere. Si tratta delle affermazioni di Bernie Sanders. Dopo essere stato portato sul palmo della mano dall'élite della sinistra "radicale", facile immaginare che cadrà in disgrazia anche lui. Ora i sinistrati sono davvero orfani, non resta loro, come mentore, che il gesuita Papa Bergoglio. Veniamo a sapere della tegola dall'amico Thomas Fazi che ha tradotto nella sua pagina facebook, uno stralcio di una lunga intervista rilasciata a fine luglio a Ezra
Klein (vedi più sotto tutta la registrazione). Riportiamo il decisivo passaggio sull'immigrazione.



«EZRA KLEIN. Da socialista democratico quale sei, hai naturalmente un approccio internazionalista alle cose. Se guardiamo alla questione della povertà globale, per esempio, immagino che questo approccio ti porti alla conclusione che negli USA dovremmo aumentare notevolmente il livello dell'immigrazione, e magari anche adottare una politica di apertura totale delle frontiere...
BERNIE SANDERS. Apertura delle frontiere? Questa è una proposta di destra.
EZRA KLEIN. Ma arricchirebbe molti poveri nel mondo...
BERNIE SANDERS. Sì, e renderebbe più poveri gli americani. sarebbe la fine del concetto di Stato-nazione. Se credi nell'idea di Stato-nazione, ritengo che tu abbia anzitutto il dovere di fare tutto il possibile per aiutare le persone nel tuo Paese. I conservatori, i padroni in questo Paese non sognano altro che una politica di frontiere aperte, per portare dentro gente disposta a lavorare per 2-3 dollari l'ora. Per loro sarebbe una manna dal cielo. Io la penso in maniera completamente diversa. Io penso dovremmo aumentare i salari. Penso che dovremmo fare tutto il possibile per creare milioni di posti di lavoro per le persone attualmente disoccupate in America. Sai qual'è il tasso di disoccupazione giovanile negli USA oggi? Il 33% per i laureati bianchi, il 36% per gli ispanici, il 51% per gli afroamericani.Pen si veramente che dovremmo aprire i confini e portare dentro il Paese masse di lavoratori a basso costo? Non pensi che forse dovremmo cercare prima di tutto di creare posti di lavoro per quei ragazzi disoccupati? Penso che da una prospettiva morale abbiamo il dovere di lavorare con il resto del mondo industrializzato per affrontare il problema della povertà internazionale, ma non è impoverendo le persone in questo Paese che si affronta il problema».

Ogni parola in più è superflua, salvo sottolineare che nelle condizioni sociali date, il filantropismo simil-umanitario per cui "via le frontiere, entrino tutti", non è solo una bestialità politica, è una posizione immorale.


 

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3.8.17

JUGEND RETTET-IUVENTA: CHI C'È DIETRO L'ESTREMISMO UMANITARIO? di Piemme

[ 3 agosto 2017 ]

Dal XVI e il XIX secolo la tratta degli schiavi africani passava per l'Atlantico. Oggi per il Mediterraneo. 
Ad organizzarla erano anzitutto spagnoli e portoghesi. Oggi sono delle ONG occidentali globali. 
Ad aiutare gli schiavisti erano allora regni locali che rapivano i nativi per barattarli con i negrieri europei. Oggi non è molto diverso: gli intermediari sono potenti bande autoctone (aiutate dai corrotti e regimi locali) passate dal traffico di droga al più lucroso commercio di esseri umani. 

In lingua swahili la tratta degli schiavi era maafa («disastro»). Oggi, per la neolingua imperiale tutto ciò si chiama «accoglienza». 

E la chiesa? I ministri di Dio parlano sempre lo stesso idioma. Se allora benediva spudoratamente i Re cattolici negrieri e giustificava la schiavizzazione dei "pagani e dei nemici delle vera fede" è i negri privi di anima" (vedi la famigerata bolla Dum Diversas del 16 giugno 1452 che Papa Niccolò V inviò  al Re del Portogallo Alfonso V), oggi consacra lo stesso commercio in nome della cristiana caritas e dell'avvento della civitas maxima

Ma se la giustizia divina assolve, quella umana, spesso, no.
Le ONG intervengono a ridosso della costa libica

Ha fatto scalpore il sequestro ordinato dalla Procura di Trapani della Iuventa (proprietà della ONG Jugend Rettet), ex peschereccio ristrutturato (coi soldi di Soros, altro che crowdfunding di caritatevoli studenti tedeschi, ma a questo ci arriviamo poi) in mezzo di trasporto —per la neo-lingua "salvataggio"—dei nuovi schiavi.

Accurate indagini durate quasi un anno hanno mostrato che il raggio d'azione della Iuventa insistesse sempre nello stretto tratto di cosata libica fra Zabrata e Zuara, che sempre Iuventa interveniva senza che esistesse alcun pericolo per gli imbarcati, che quindi c'era connivenza e complicità tra gli amorevoli studenti tedeschi è gli scafisti. 

Dov'è la novità? Già nel dicembre 2016 FRONTEX aveva ufficialmente denunciato medici senza frontiere di intelligenza e collusione con gli scafisti libici. E poi venne anche la Procura di Catania —silenziata presto dal governo, che ora invece ha trovato necessario (elezioni alle porte) dare semaforo verde a quella di Trapani.


  IN QUESTO VIDEO NOTARE LE ROTTE DEI "SALVATAGGI"  


Gli inquirenti sospettano infine che oltre ai contatti illeciti coi mercanti libici (di qui il reato di favorire l'immigrazione clandestina) possa esserci un ritorno economico.

Noi siamo dell'opinione che quest'ultimo sospetto sia infondato. 
Questi altruisti studenti tedeschi non hanno bisogno, per svolgere la loro missione, di staccare il pizzo ai negrieri, per la semplice ragione che essi sono sul libro paga del miliardario G. Soros. 
Attraverso la Open Society Foundations, la European Council on Foreign Relations (ECFR), quindi la Migrant Offshore Aid Station (quest'ultima con base a Malta) Soros e altri paperoni filantropi finanziano infatti, a suon di milioni di dollari, svariate ONG quali: Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat.

Nella lista non poteva mancare (appunto!) l'incriminata Jugend Rettet.


Davanti all'evidenza che le ONG fanno un vero e proprio servizio taxi organizzato in combutta coi negrieri libici (che quindi queste ONG non sono meno "trafficanti" di quelli che gli consegnano la merce), è davvero stucchevole la maniera con cui la stampa di regime, che negli anni ha tessuto le lodi se non veri e propri pena verso l'attività di queste ONG sorosiane. LA STAMPA di oggi, ad esempio, con un editoraiel del poveretto Francesco La Licata, prova a smontare l'iniziativa della Procura di Trapani, sostenendo che
l'inchiesta non deve... «compromettere la sana gestione dell'azione umanitaria condotta da tanti volontari che rischiano la vita per salvare quei popoli in fuga». Per l'autore del paludato libello la Procura di Trapani interviene ... «su comportamenti "abnormi" di qualche componente dell'equipaggio dell'imbarcazione riconducibile alla ONG Jugend Rettet».

A che punto arrivano ipocrisia e infingardaggine....







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29.7.17

CORBYN: NO ALL'IMMIGRAZIONE ALL'INGROSSO

«L'immigrazione di massa dall'Unione europea è stata utilizzata per "distruggere" le condizioni dei lavoratori inglesi», ha dichiarato oggi Jeremy Corbyn.[nella foto]

Il leader del Partito Laburista è stato pressato sull'atteggiamento del suo partito verso l'immigrazione durante il programma televisivo del giornalista Andrew Marr. Corbyn ha ribadito la sua convinzione che la Gran Bretagna dovrebbe abbandonare il mercato unico, sostenendo che "il mercato unico implica l'adesione all'UE ... le due cose sono inestricabilmente legate".

Corbyn ha affermato che il Labour dovrebbe invece sostenere "un accesso al mercato libero e senza tarfffe". Tuttavia, è stato fatto notare a Corbyn, che altri paesi che godono di questo tipo di accordi, come la Norvegia, lo fanno accettando le "quattro libertà" del mercato unico, che includono la libera circolazione delle persone.

Rivendicando l'uscita dal mercato unico della Ue, Corbyn ha usato un linguaggio che raramente abbiamo ascoltato da lui, accusando l'immigrazione di danneggiare la vita dei lavoratori britannici.

Il leader laburista ha affermato che dopo l'uscita dalla UE, ci saranno sempre lavoratori europei in Gran Bretagna e viceversa. Ha tuttavia aggiunto: "Quello che non avverrà è l'importazione all'ingrosso di lavoratori sottopagati dall'Europa centrale per distruggere le condizioni, in particolare nel settore delle costruzioni".

Corbyn ha affermato che impedirà alle agenzie [le agenzie private di reclutamento dei lavoratori, NdR] di pubblicizzare i loro annunci di lavoro in Europa centrale —chiedendo loro di consultare prima le autorità locali. Questa idea si basa sul "modello Preston" adottato da quel municipio, per cui si da la priorità ai fornitori locali per i contratti col settore pubblico. Le norme della UE impediscono questo approccio, considerandolo una discriminazione.

In futuro, i lavoratori stranieri "dovrebbero venire qui sulla base dei posti di lavoro disponibili e data la loro capacità di vivere dignitosamente. Quello che non permetteremmo è questa pratica ignobile da parte di queste agenzie, quella di reclutare forza lavoro, scarsamente pagata, e portarla qui per licenziare i lavoratori già impiegati nel settore edile, per poi pagarli con salari bassi. È spaventoso, e le uniche persone che beneficiano sono i padroni".

Corbyn ha anche detto che un governo guidato da lui "garantirebbe il diritto dei cittadini dell'UE di rimanere qui, incluso un diritto ai ricongiungimenti familiari", e spererebbe in un accordo di reciprocità con la UE per i cittadini britannici all'estero».


* Fonte: Newstatesman del 23 luglio
** Traduzione di SOLLEVAZIONE

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8.7.17

FASCISTI, ANTIFASCISTI E IMMIGRATI di Sandro Arcais

Un articolo impeccabile. E non perdetevi i due video!

Venerdì 30 giugno si è svolta a Cagliari una manifestazione contro l’immigrazione organizzata dal Movimento Sociale Sardo. La notizia è apparsa su L’Unione Sarda del giorno dopo. Da lì traggo le motivazioni degli organizzatori:

Diciamo basta all’arrivo di migranti. Non abbiamo le risorse per ospitarli e siamo davanti a una invasione senza fine. Chiediamo case, lavoro, istruzione, sanità per gli italiani. Inoltre la presenza di troppi migranti sta creando molti problemi di sicurezza nella nostra regione.

La manifestazione era stata regolarmente richiesta e accordata. Alla notizia, il Coordinamento Antifascista Cagliaritano ha immediatamente organizzato una contromanifestazione. Ecco le loro motivazioni:

Ci chiediamo come sia stato possibile dare il via libera per lo svolgimento di una manifestazione chiaramente razzista e fascista.Siamo qui per evidenziare che i cagliaritani non sono razzisti. … siamo in piazza per denunciare lo svolgimento di un corteo anticostituzionale, visto il significato xenofobo e razzista.

La notizia e le dichiarazioni dei due fronti mi fanno sorgere alcuni pensieri
moderatamente provinciali.

Uno. Dire «Basta ai migranti» o dire «Regolare gli ingressi di migranti in Italia» non è razzista e neanche xenofobo. Può anche darsi che gli esponenti del MSS coltivino particolari idiosincrasie per la gente di colore. Ammetto anche che ciò sia probabile. Ma razzismo implica la presupposizione che l’umanità sia divisa in razze biologicamente differenti e che esistano razze superiori e razze inferiori e che le prime siano biologicamente in diritto di dominare su (e al limite cancellare) le seconde. Questo è razzismo. Usare questo termine fuori da questo recinto, significa usarlo come uno strumento di intimidazione.

E che questa intimidazione stia funzionando molto bene lo dimostra, al di là delle sue intenzioni dichiarate, questo video:
 


Non so a voi, ma a me queste interviste non dimostrano che l’italianoqualunque è razzista, dimostrano piuttosto che è preoccupato e stressato per l’aumento esponenziale dell’immigrazione in questi ultimi anni, che questa preoccupazione e stress sono amplificati dal progressivo peggioramento delle condizioni di vita presenti e dal futuro per i propri figli, e infine che è molto preoccupato di incorrere nell’accusa di razzismo. Probabilmente quegli italiani avrebbero dovuto vergognarsi di meno dei propri sentimenti e paure e avere il coraggio di essere politicamente scorretti come lo è inconsapevolmente il personaggio di questa scena tratta da “La crisi” di Coline Serrau:

 

Due. I membri del Coordinamento Antifascista Cagliaritano potrebbero pensare che non bisogna aspettare che la pianta del razzismo generi i suoi frutti, e che la malapianta vada estirpata sul nascere. Potrebbero obiettare che questa particolare manifestazione non sarà stata esattamente razzista, ma che conteneva in sé il razzismo come un seme contiene la pianta benché non sia la pianta. Oppure potrebbero pensare e obiettare che i fascisti organizzatori della manifestazione non lo abbiano dichiarato apertamente nei loro striscioni e dichiarazioni ufficiali, ma la loro manifestazione non era contro gli immigrati in quanto tali, ma contro gli immigrati in quanto negri e stranieri.

Nel primo caso mi sembrerebbero abbracciare la nuova dottrina militare USA della guerra preventiva, nel secondo caso mi sembrerebbero incorrere nel processo alle intenzioni. In entrambi i casi individuerei un defict di cultura democratica.

Tre. Quelli dell’MSS hanno giustificato la manifestazione con due ordini di motivi: “non abbiamo le risorse per ospitarli” e “creano molti problemi di sicurezza”. Lasciamo da parte il secondo: io parlo di quello che so, e per ora non mi pare che gli immigrati pongano problemi di ordine pubblico. Quello che vedo è un aumento esponenziale della mendicità e già questo non è bene, soprattutto perché crea assuefazione a una condizione che piano piano sarà sempre più percepita come normale o a cui si tenderà a reagire “alla Minniti”. In entrambi i casi un problema, non di sicurezza, ma un problema.

È la prima giustificazione a interessarmi particolarmente, perché mi fa capire che quelli dell’MSS ragionano totalmente all’interno dei mantra che giustificano e rendono senza alternative ormai da sei anni le politiche di austerità dei vari governi inaugurati da quello di Monti: “non ci sono soldi”, “il fardello del debito pubblico”, “dobbiamo fare pareggio di bilancio (anzi, di più, avanzo)”, e via di questo passo. Sarebbe troppo lungo spiegare perché il debito pubblico in se e per sé non è un problema (ascoltare questo recentissimo intervento di Claudio Borghi Aquilini potrebbe essere un buon modo di avvicinarsi alla questione), mi limito perciò ad affermarlo: il debito pubblico in se e per sé non è un problema, dal momento che un paese con una moneta sovrana non può fallire (lo afferma anche un bollettino di ricerca della BCE) e potrà sempre onorare il suo debito. Il debito pubblico è un problema quando uno stato utilizza una moneta straniera e si impedisce di monetizzare il debito quando è possibile e/o ritiene necessario. Questa è la condizione dell’Italia e di tutti gli altri aderenti all’euro. Sì, è vero, “non ci sono soldi” perché la nostra classe dirigente (in particolar modo quella che fa capo al centrosinistra ora pd) ha ficcato l’Italia in un sistema che ha significato cessioni consistenti di sovranità di tutti i tipi, e nel caso specifico monetaria, e ha reso impossibile una qualsiasi politica economica di sviluppo.

Quelli dell’MSS dovrebbero distinguere tra “risorse” e “soldi”. Le prime sono limitate, i secondi hanno il solo limite di “star dietro” e mobilitare le prime. Comincerebbero ad accorgersi che a quel punto gli immigrati potrebbero davvero essi stessi essere “risorse” e non un peso che non possiamo sostenere.

Quelli del CAC dovrebbero capire che in regime di austerità è semplicemente vero che ciò che metti nella gestione del fenomeno degli immigrati lo stai togliendo, per esempio, alla sanità (ottenendo questi risultati). Detto più esplicitamente: in regime di tagli e di austerità, sei costretto a scegliere e allora quelli dell’MSS diventano condivisibili quando affermano: Chiediamo case, lavoro, istruzione, sanità per gli italiani.

Quattro. Che si voglia operare una politica restrittiva o generosa e aperta in merito agli immigrati, in entrambi i casi abbiamo bisogno di avere un maggiore controllo sui processi in cui siamo immersi. Abbiamo bisogno di maggiore sovranità monetaria, politica, militare, di maggiore controllo sui movimenti dei capitali, delle merci e delle persone. Ma per fare questo dobbiamo comprendere la necessità di accettare il vincolo interno rappresentato da coloro che si fanno portatori di interessi e idee diverse dalle nostre, per il semplice motivo che il vincolo esterno è peggio per il 70-80% del paese (il 20% ci sguazza benissimo).

Cinque. Il pericolo attuale non è il fascismo. L’attuale sorgere rigoglioso di formazioni o fenomeni che si richiamano all’esperienza e all’ideologia fascista sono il sintomo di una malattia, non la sua causa. Comincio anzi a credere che i grandi strateghi del capitale internazionale che si stanno preparando alle elezioni del 2018 stiano facendo di tutto per creare anche in Italia una situazione di artificiosa contrapposizione tra fascisti e antifascisti, dove alla fine vincerà il Macron di casa nostra: Sua Immensa Imperialità Tecnocratico-Finanziaria (SIITF) Mario Draghi. Il pericolo attuale è il Grande Capitale (Neo)(Ordo)liberista e Globalista (GCNOG), la Sacra Unione Europea (SUE) e le sue quinte colonne in Italia, quell’1% e il suo 15-20% di alleati vincenti e soddisfatti della globalizzazione (tutti asserragliati nel fortino pd). Su quello bisognerebbe concentrare l’attenzione, non facendosi distrarre dai presunti “pericolo immigrati” e “pericolo fascista”.

Sei. Se il MSS vuole tornare sulla questione, non metta nel mirino gli immigrati, in fin dei conti vittime come noi e come noi impegnati a conquistarsi una esistenza migliore, ma l’alleanza euroamericana impegnata da più di quindici anni a destabilizzare intere aree intorno al Mediterraneo, e la potente macchina modulare simil-criminale che li trasporta attraverso un mare di sabbia e di acqua salata. Quella macchina perfettamente oliata fatta di ONG che prestano i soldi per il lungo viaggio (soldi da restituire con gli interessi, néh), organizzazioni criminali trafficanti di uomini, e nuovamente ONG con le loro imbarcazioni che li imbarcano, ormai andandoli a prendere a ridosso delle coste libiche. Se pensiamo che ognuna di queste imbarcazioni costa circa 10.000 euro al giorno (300.000 euro al mese, 3.600.000 euro all’anno solo per una imbarcazione), sorge spontanea una domanda: chi scuce tutti quei soldi? E se scuce tutti quei soldi, che tornaconto si aspetta?

Sette e ultimo. Se c’è qualcosa in pericolo in tutta questa vicenda, questa è la sovranità dello stato italiano, totalmente in balia di processi che non prova neanche minimamente a governare. So che la parola “sovranità”, “patria”, “popolo” e “confini” fanno venire l’orticaria in tutte le varie versioni della sinistra. Subito parte il riflesso condizionato: “fascista!”, “xenofobo!”, “razzista!”, “tribale!”. Eppure, senza un minimo di recupero della sinistra alle ragioni della nostra sovranità, essa sarà sempre più costretta ad alienarsi dal popolo italiano (sì, proprio quel popolo dietro le cui spalle ride la spocchia snob dei due gemelli intervistatori del video precedente) e ad appoggiarsi a forze straniere facendone il gioco, che se renda conto o meno.

 

 

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5.7.17

SE QUESTO È RAZZISMO di Enea Boria

Anni passati a sentirsi dire "ma allora tu rivuoi le frontiere, terrore paura e morte, il fascismo, la guerra, il razzismo" e a cercare di rispondere su un terreno razionale: no, guarda, i confini sono sempre esistiti e in una certa misura esisteranno sempre e ringrazia il cielo perché senza quelli non hai politica ma solo gli interessi delle multinazionali e delle banche, il punto è come li gestisci".

Niente.


Bisognava essere europeisti perché la retorica no border o barbarie.
Anni di scomuniche e insulti e te ne fai serenamente una ragione, finché anche tu gli insulti li commini in tempo zero perché tanto chettenefrega ormai e tempo da perdere coi minus habens non ne hai.

Poi in Italia gli europeisti si inventano il decreto Minniti Orlando, intrinsecamente razzista perchè di fronte alla legge gli immigrati hanno differente e ridotto diritto di ricorrere.
Io ho sempre detto che fatti salvi i rifugiati per i quali l'apertura deve essere incondizionata, sull'altro 80% abbondante che arriva bisogna avere la razionalità e il coraggio di ragionare per quote, a maggior ragion se il lavoro non c'è.

Ma questo, per carità, è razzismo.

Stabilire invece ope legis che di fronte alla legge non siamo tutti uguali e i nativi son figli di qualcuno mentre i non nativi son figli di puttana va benissimo e non è razzista.
E Orwell ci fa una sega...

Poi va a finire che un verde progressista europeista diventa presidente della repubblica in Austria, mentre il cancelliere è ancora un socialdemocratico, e prima delle presidenziali militarizzano il Brennero; cosa riconfermata in questi giorni a presidenziali passate.

In Francia hanno appena votato sventolando un fascismo (che non c'era) tra una destra sbirresca e sicuritaria e un'altra destra postmoderna e iperfinanziaria.
Ci han detto sostenete la seconda o guerra terrore e morte, bloccheranno le frontiere, tornerà il razzismo. Anzi, il naziputinismosovranista.

Tutto attaccato, eh.
Non memori del fatto che le frontiere a Ventimiglia erano già bloccate e militarizzate dal socialista Hollande.
Ma tant'è, godetevi Macron. 

Prima cosa ha bloccato l'acquisto dei cantieri francesi da parte di Finmec (e non si capisce perché invece quando i mangiakrauti vengono in Italia a fare shopping nessuno faccia mai altrettanto, a meno che non abbiamo un governo a libro paga), seconda cosa conferma il blocco e la militarizzazione a Ventimiglia.
Che bella la modernità progressista europeista, coi muri anti immigrati presidiati dalla gendarmerie.

Anche a sto giro i fantocci eurosognatori faranno finta di non vedere.
Ah....avesse vinto la Le Pen chissà cosa avrebbe fatto!
Una cosa molto brutta, cioè la stessa identica cosa: COGLIONI!

In Spagna altro paladino della UE confermato, Mariano Rajoy.
Anche sul suo conto gli europeisti fanno finta di non vedere che nelle enclave spagnole in Africa, l'Europa dell'open border dei loro coglioni, si "difende" come io non farei e loro invece fan finta di non vedere, a Ceuta e Melilla: filo spinato elettrificato con l'alta tensione.

Tutto questo mentre sommergiamo Erdogan, notoriamente una bella personcina, con 5-6 miliardi di euro all'anno ripartiti in quota parte su tutti i paesi UE, perchè faccia lui in Turchia il lavoro di sporco di tener chiusa con le stragi la via balcanica, cioè la porta di accesso alla mitteleuropa.

Tradotto: la Germania spende soldi altrui per regolare i flussi in casa propria, pagando un sultano per fare il lavoro sporco lontano da dove i nostri giornalisti vedono.
Poi per fare un po' di maquillage accolgono un po' di siriani, istruiti qualificati e già abituati a vivere in uno stato laico, perché integrare quelli costa meno.
E laviamoci la coscienza allegramente mentre vendiamo armi ai sauditi!

E ora?
Gentiloni, evidentemente molto autorevole e ascoltato in Europa, sono settimane che piagnucola chiedendo "dobbiamo sapere se l'Europa sugli immigrati ha deciso di lasciarci soli".
La risposta da tutta Europa all'unisono riecheggia: italiani, ATTACCATEVI AL CAZZO.
Mentre le pin up di Juncker servono cognac per correggere il kaffèèèèèè.
Buongiornissimo, Gentiloni, svegliato bene?

TESTE DI CAZZO!

Nell'impero europeo noi siamo la porta di accesso dall'Africa ed è palese da anni che ci stanno usando come stato cuscinetto, la discarica delle contraddizioni, coi trattati di Dublino firmati mentre il leghista Maroni era ministro dell'interno calcolando di poter poi speculare elettoralmente sulle contraddizioni create.

L'avete voluta l'Europa no border?

Eccola qua.

Un impero nel quale la mobilità intraeuropea è garantita non perché siete persone ma perché siete portatori di forza lavoro, fattori produttivi, in una oscena asta al ribasso dove i valori al ribasso son le vostre vite.
E fuori umanitarissimi fili spinati. (con l'alta tensione)
Col vostro paese usato oscenamente come discarica-cuscinetto.

Dove siete ora, che l'Europa ci serviva per "tenere tutte le frontiere aperte"?
Dove siete ora che vien fuori che Europa e Trump sono la stessa cosa, cioè due imperi, che fanno quel che normalmente fa qualsiasi impero?
Dove siete ora, voi che "non si può fare a meno dell'Europa perché i diritti umani e le frontiere aperte"?

Fate schifo, sappiatelo, sepolcri imbiancati.

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