ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

Visualizzazione post con etichetta elezioni regionali siciliane 2017. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni regionali siciliane 2017. Mostra tutti i post

13.9.17

SICILIA: SE VINCE BUSALACCHI di Pietro Attinasi*


II. Assemblea della CLN, tavola rotonda sulla Sicilia. Da sinistra: Franco Busalacchi, Nino Galloni, Pietro Attinasi, Roberto Garaffa e Beppe De Santis.

Tra le tante liste che si contenderanno il 5 novembre prossimo la Presidenza della Regione Siciliana e i 70 posti all'ARS, quella del movimento "Noi siciliani con Busalacchi-Sicilia Libera e Sovrana" si distingue per il fatto che pone al centro del suo programma elettorale il rapporto paritario tra la Sicilia e l'Italia.

Rapporto sancito dallo Statuto dell'Autonomia, inserito a pieno titolo nella Costituzione la quale, anche solo per questo, fa dell'Italia una repubblica federale composta quanto meno dalla Sicilia e dall'Italia della penisola. 

Tale federalità peraltro è stata riconosciuta dal Patto politico sottoscritto nel luglio scorso a Palermo tra il suddetto Movimento sicilianista e il soggetto politico pluriregionale, per l'appunto la C.L.N. (Confederazione per la Liberazione Nazionale). 
Nel relativo documento è espressamente scritto, al punto 12, che 
«la completa e immediata attuazione dell’impianto originario dello Statuto speciale - con il ripristino di quegli istituti dello stesso che sono stati arbitrariamente aboliti e con l’attuazione di tutti i suoi istituti costituzionali - necessaria per la rinascita economica e sociale della Sicilia dev’essere concepita nella prospettiva di fare dell’Italia una autentica e democratica Repubblica federativa».
E comunque, se è vero che la Costituzione repubblicana è stata difesa a spada tratta dagli italiani nel referendum del 4 dicembre 2016, è vero di conseguenza che l'Autonomia Siciliana in essa prevista, dovrebbe essere, per tutti i democratici, ormai fuori discussione.

Ma c'è in giro ancora qualche siciliano, come tale Buttafuoco che, ledendo l'onore della patria - chiamata Buttanissima - si ostina ad affermare che lo Statuto sarebbe da abolire, accusando lo stesso di essere la causa del malessere della Regione anziché dire che le cose potrebbero stare esattamente al contrario. Che potrebbe essere stata la mancata attuazione dello Statuto ad avere provocato l'impoverimento economico, sociale e culturale della nostra Isola, come dicono Noi siciliani con Busalacchi.
Essi aggiungono che tale inadempienza non sia casuale, ma frutto della sottomissione della politica italiana ed europea alla finanza speculativa e alle multinazionali. Costoro impongono infatti il perseguimento dei loro interessi privati finanzcapitalistici ai governi nazionali. 

Gli stati nazionali, al di là delle apparenze, risultano pertanto privi di qualsiasi sovranità territoriale, democratica e popolare. Tipico esempio, in Europa persino l'emissione della moneta, l'euro, è stata privatizzata.  

Busalacchi, in materia di autonomia regionale speciale di cui gode la Sicilia, sostiene che, se vince lui e sua lista, non ci sarà più alcuna sottomissione del governo e del parlamento siciliano agli ordini del governo romano e/o bruxellesiano, se questi ordini o direttive o leggi non rispettino i diritti del popolo siciliano sanciti nella Costituzione. 
Ogni residuo di quella sovranità popolare appartenuta per secoli al Regnum Siciliae, e oggi ancora riconosciuta dalla suprema legge repubblicana in molte materie, sarà difesa senza tentennamenti. 
Se vincerà Busalacchi non potrà più essere consentito dunque ai partiti nazionali, per esempio, di commissariare la Sicilia con l'imposizione di assessori al bilancio della Regione, come di recente successo ad opera del PD nelle ultime due legislature. Con Bianchi, inviato da Bersani. E con Baccei, inviato da Renzi.
E si comincerà col rivendicare dal governo nazionale il pagamento immediato del debito di ben 154 miliardi di euro, accumulatosi in ben 25 anni di parziali rimborsi delle tasse spettanti alla Regione. I tagli alle spesa pubblica nazionale non possono essere i siciliani a pagarli con il loro mancato sviluppo. Sia chiaro.
La sua lista, con il motto "Sicilia Libera e Sovrana", propone senza termini infatti al popolo siciliano la volontà di volere cambiare la politica macro-economica nazionale, facendo proprie le  teorie keynesiane che sono tutto il contrario del liberismo, sposato da tutti i partiti di destra, di centro e di sinistra esistenti in Italia. La spesa pubblica dovrà servire a finanziare i servizi per il benessere collettivo.
Di tale liberismo, d'altronde, l'UE e la moneta della Banca Centrale Europea – l'euro -  sono gli strumenti privilegiati, con i quali viene esercitato quel dominio che rende poveri i territori ritenuti marginali quali la Grecia e la Sicilia, per intenderci.
Libertà e sovranità sono intese perciò come estrinsecazione, come attuazione, dei principi costituzionali che caratterizzano l'esistenza politica stessa della Sicilia.
E in tal senso si farà in modo che qualsiasi vincolo, patto nazionale o trattato internazionale dovrà essere compatibile con il diritto del popolo siciliano a vedere soddisfatti i propri bisogni collettivi, il proprio bene comune, in tutti i campi. 
Lavoro per tutti, scuola, sanità, previdenza, strade, ferrovie, aeroporti, porti, agricoltura, industria, commercio, turismo, lingua, storia, arte, cultura, accoglienza, servizi di assistenza sociale dalla culla alla tomba.
Insomma: dare ai siciliani gioia di vivere e ottima qualità della vita, affinchè non siano costretti ad emigrare.
Perchè Noi siciliani non dovremmo avere nel nostro territorio l'alta velocità ferroviaria?
Perchè non la nostra compagnia aerea di bandiera?
E scuole a tempo pieno, e strade rotabili che siano tali, senza buche? 
Perchè Noi siciliani dovremmo continuare a essere considerati dallo Stato cittadini di serie B?
Dateci i nostri soldi, dice in sostanza Busalacchi ai governanti italiani, e provvederemo ai nostri bisogni, con il nostro potere legislativo esclusivo nelle materie previste dall'art. 14 del nostro Statuto: 
a) agricoltura e foreste;b) bonifica; c) usi civici; d) industria e commercio, salva la disciplina dei rapporti privati; e) incremento della produzione agricola ed industriale; valorizzazione, distribuzione, difesa dei prodotti agricoli ed industriali e delle attività commerciali; f) urbanistica; g) lavori pubblici, eccettuate le grandi opere pubbliche di interesse prevalentemente nazionale; h) miniere, cave, torbiere, saline; i) acque pubbliche, in quanto non siano oggetto di opere pubbliche d'interesse nazionale; l) pesca e caccia; m) pubblica beneficenza ed opere pie; n) turismo, vigilanza alberghiera e tutela del paesaggio; conservazione delle antichità e delle opere artistiche; o) regime degli enti locali e delle circoscrizioni relative; p) ordinamento degli uffici e degli enti regionali; q) stato giuridico ed economico degli impiegati e funzionari della Regione, in ogni caso non inferiore a quello del personale dello Stato; r) istruzione elementare, musei, biblioteche, accademie; s) espropriazione per pubblica utilità. 

E tenetevi pure le vostre Prefetture - egli dice spesso nei suoi discorsi - visto che in Sicilia, per Statuto (art. 31) e dunque per Costituzione, al mantenimento dell'ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l'impiego e l'utilizzazione, dal Governo regionale. 
Franco Busalacchi

Ma al di là delle diagnosi, e delle questioni metodologiche, volendo entrare nel merito, quali sono le proposte concrete da parte di Franco Busalacchi, ex dirigente dell'amministrazione regionale, in pensione da diversi anni, per contrastare seriamente "lo stato di sofferenza, di disagio sociale e civile e di diffusa povertà – sono sue parole -  in cui si dibatte la Sicilia?". 
Quali gli argomenti che egli stesso porta a favore della sua candidatura? 

Egli dice no al voto di scambio. Chiede per sè e le sue liste il voto di opinione. E si rivolge soprattutto a chi, schifato, da diverso tempo non fa più politica, e a chi non va più a votare. 
Ha fatto il conto che conviene alla attuale casta politica l'astensionismo dei siciliani. Più si riduce infatti il numero dei votanti e più i clienti, che a votare ci vanno, hanno vita facile e guadagnano privilegi.
Votare per lui, come recita un suo volantino significa:
  • ridare dignità alla politica da intendere come servizio;
  • riformare l'amministrazione regionale all'insegna del miglioramento della qualità dei servizi pubblici;
  • riorganizzare gli enti locali, ausiliari e strumentali ("restituire gli enti locali al loro ruolo fondamentale di presidio e luogo deputato della democrazia partecipata dei cittadini");
  • recuperare tutti i crediti della Regione (compresi i 154 miliardi di euro dovuti dallo stato, ndr);
  • istituzione della moneta complementare;
  • gestione pubblica dell'acqua;
  • dare priorità alla sanità pubblica rispetto a quella privata, 
  • gestire i rifiuti come risorsa economica;
  • produrre e vendere siciliano, con un no secco all'introduzione di prodotti extracomunitari e con la verifica igenico-sanitaria di quelli comunitari che non facciano però concorrenza sleale a quelli siciliani;
  • trasferimento di tutta l'istruzione elementare alla Regione;
  • migliorare la qualità della vita in un ambiente vivibile, a partire dalla messa al bando dell'energia fossile e con l'incremento dell'energia solare;
  • completare il processo di infrastrutturazione dell'Isola (autostrade, strade, aeroporti e porti);
  • risolvere definitivamente il problema del precariato negli enti locali con il totale assorbimento in un unico ruolo, misura da lui considerata di "pubblico interesse";
  • assorbimento di tutti i precari stagionali nella istituzione di un ruolo unico dei servizi del territorio (boschivi, forestali, manutentivi e di mitigazione ambientale);
  • migliorare la qualità del turismo sviluppando il nesso inscindibile con beni culturali, storia, lingua, natura, formazione e pratica dell'ospitalità.
* Pietro Attinasi è uno dei portavoce della lista Noi siciliani con Busalacchi - Sicilia Libera e Sovrana

Per completezza delle informazioni visitare il il sito: www.noisicilianiconbusalacchi.it.
Per lo Statuto Siciliano vai alla pagina: https://www.ars.sicilia.it/home/Statuto.pdf

Continua  »

8.9.17

Appello alle Donne Siciliane di Giovanni Di Cristina




Appello alle Donne Siciliane e alla loro capacità di dare una svolta alle situazioni più delicate.

Butto giù queste considerazioni proprio oggi 8 settembre che, immaginariamente, è il giorno di calendario più distante dalla festa della donna (8 marzo) proprio nella mia modesta considerazione che l’apporto delle donne è prezioso, necessario e, ovviamente, vitale ogni giorno e, perciò, dovremmo sostenerle quotidianamente, con gesti ed azioni naturali e non eclatanti.

Sono, in linea di principio, in disaccordo con l’approccio secondo cui occorre mettere in campo azioni puntuali e di circostanza di sostegno alle donne (quote rosa, attuazione del principio delle pari opportunità con azioni legislative, sostegni vari al genere); ho sempre considerato una sconfitta, per l’essere umano, far sostenere da norme le questioni umane, sociali e di rispetto di genere, di classe e delle fasce deboli della popolazione.

Ma ciò è la naturale conseguenza del comportamento “strano” del genere umano che, molto spesso, lo sappiamo, non è molto affidabile … e, pertanto, la società (quando è democratica) è costretta a mettere a punto azioni di protezione e tutela; mica poco (in termini di spreco di risorse) questo circolo vizioso, per attivare tutele ed autotutele !!!

Ma non volevo parlare, appunto, di tutele al femminile, tutt’altro; nella più sincera considerazione che il mondo senza donne sarebbe davvero inimmaginabile.

Le donne … in cui, spessissimo, ho riscontrato una diffusa superiore sensibilità (probabilmente perché procreatrici e madri).

Lancio, perciò, un appello a tutte le donne di buona volontà, in relazione alla prossima kermesse elettorale siciliana delle regionali di novembre.

Immagino (secondo il significato utilizzato da John Lennon) che le donne, già prese dalle centinaia di problemi quotidiani, lancino lo sguardo, serio critico e costruttivo, verso le elezioni regionali del prossimo 5 novembre:

- serio, perché le prossime elezioni risultano essere vitali per il nostro futuro di Siciliani e per il destino di figli e delle prossime generazioni;
 

- critico, perché è necessaria una reale ponderazione del voto, di opinione, basato sulla condivisione di quei programmi ed approcci politici di movimenti seri e non inquinati, basato, altresì, sul rifiuto della situazione attuale che ha prodotto risultati nefasti attuati dalle passate e presenti configurazioni politiche e dai diversi partiti e personaggi dominanti (ladri, corrotti, approfittatori, lestofanti, bugiardi);
 

- costruttivo, perché è necessario che ogni donna, di qualsivoglia età, dia il proprio contributo, in relazione alla propria capacità, alla propria conoscenza, alla propria disponibilità;

immagino un parlamento regionale gremito da donne - ragazze, madri, nonne – un parlamento finalmente colorato, non semplicemente costituito da uomini vestiti di grigio, di nero, di blu … e nonostante ciò poco serio ed affidabile, fino ad oggi, nei fatti e nelle azioni;

Immagino un movimento “underground” del genere femminile, capace di promuoversi e promuovere attiviste e candidate per le prossime elezioni, in grado di mettere a disposizione, della politica e delle idee sane della stessa, l’intelligenza di studentesse, di disoccupate, di massaie e casalinghe, di professioniste, di esperte nei vari generi della conoscenza;

Se immagino bene, e di ciò sono convinto, la società troverà e riacquisterà donne capaci di dare il loro contributo per contrastare il pessimo attuale stato della realtà politica siciliana, esprimendo un voto di opinione (e non di scambio) attraverso cui estrinsecare le prerogative democratiche !!!

Credetemi, non è più tempo di delegare e dare carta bianca, sia consapevolmente (“sottomettendo” il proprio voto di opinione) che inconsapevolmente (astensionismo diffuso, distacco dalla politica); care donne proponetevi in prima persona, fatevi avanti !!!

Colgo l’occasione per rivolgere, altresì, un pensiero e un appello alle elettrici disincantate e astensioniste ….

Rivolgo a loro di operare una sorta di armistizio, proprio in questo 8 settembre, nei confronti del sistematico ed indotto atteggiamento di rifiuto ed allontanamento dalla politica attiva;

Vorreste che si ri-materializzasse l’architettura politica che abbiamo subìto in questi anni e che stiamo ancora subendo, i cui effetti delle “inadeguate” azioni e scelte li stiamo scontando sulla nostra pelle?

Ecco cosa si è già delineato in questi giorni, nel più totale disprezzo dell’intelligenza del popolo siciliano:
- sul versante di centro destra un’ammucchiata, recentemente riconsolidata (la minaccia 5 stelle, probabilmente, stavolta, li ha portato a non avere altra scelta), sta riproponendo uomini e personaggi già visti quali Miccichè, Romano, Armao, etc, tutti soggetti che hanno contribuito allo sfascio della Sicilia, depauperandola, saccheggiandola e avendola svenduta ai governi nazionali e all’UE; là dentro ci sta pure un certo Salvini che, come l’elastico, un giorno si avvicina e l’altro si allontana dal partito Berlusconiano di Forza Italia (un efficace contenitore di soggetti impresentabili da riciclare);

- oppure, dell’ammucchiata di centro-sinistra, in cui si mescolano, in un torbido contesto, persone (nemici e sfidanti in passato …) come Orlando e Cuffaro, il cui fratello sembra essere uno dei candidati al parlamento regionale; e non parliamo di Alfano, che essendo Ministro di tutto (come lo ha definito Renzi … come se ne avesse dimenticato il proprio contributo ….) non ha mai fatto nulla per la Sicilia e i Siciliani, salvo che per il siciliano suo fratello …;

Per evitare di continuare a perpetrare tutto ciò, occorre promuovere e sostenere idee e soluzioni in prima persona, con un certo attivismo diretto, partecipando e interagendo con tutte quelle persone sane che vogliono migliorare il mondo e il ns contesto territoriale.

Voglio terminare proprio con le parole di Lennon e di Image, dedicandole a tutte le donne siciliane:

Puoi dire che sono un sognatore 

ma non sono il solo 
Spero che ti unirai anche tu un giorno



Continua  »

7.9.17

CONFESSIONI DI UN SICILIANO RIBELLE di Giovanni Di Cristina

A tutti i siciliani indecisi e astensionisti cronici
Ecco perché bisogna ribellarsi e impegnarsi

Le elezioni siciliane si approssimano. Ancora una volta la Sicilia è un banco di prova per gli equilibri politici nazionali. La sola e vera novità nel panorama dell'isola è il movimento che sta dando corpo alla lista NOI SICILIANI CON BUSALACCHI - SICILIA LIBERA E SOVRANA [nella foto Franco Busalacchi].
Giovanni De Cristina ne è un promotore.

Vi racconto l’esperienza diretta, la mia, di un uomo, prima ancora che elettore, che ha preso pienamente conoscenza e coscienza dello stato dell’attuale situazione politico-amministrativa …

Premetto che non ho mai fatto politica né attiva e diretta, né con approcci di tipo indiretto (simpatizzante, attivista, militante – forme che ritengo nobili, a differenza di portaborse, “cliente”, leccaculo – forme meschine e deplorevoli); non ho mai avuto un punto di vista “allineato” né a dx né a sx; anzi, colgo l’occasione per sottolineare che il “mondo” (è un mio punto di vista abbastanza consolidato) non è solo nero né solo bianco, piuttosto è caratterizzato dalle sfumature di grigio e, soprattutto, per fortuna, dai colori.

Mi sono sempre tenuto alla larga dai diversi contesti politici a me vicini che ho sempre ritenuto, nelle varie epoche e con sistematicità, inquinati, contaminati, non condivisibili nel pensiero e nei fatti; insomma, nessun soggetto politico ha mai allettato una mia possibile partecipazione diretta, né mi ha convinto e tanto meno abbindolato, per quanto, di tanto in tanto, anche io, come del resto mediamente succede, abbia ricevuto “offerte” di candidature e di ruoli amministrativo-politici (leggasi deleghe assessoriali comunali).

Mi considero un uomo libero nel pensiero, nei fatti e nella sostanza, e ho sempre ritenuto che la politica è una cosa necessaria, bella e seria e, nonostante ciò, forse sbagliando, mi sono tenuto sempre distante dagli “ambienti” e dai salotti della politica.

Tale mio atteggiamento e tale scelta, però, non hanno annacquato il mio spirito ribelle, critico e anticonformista rispetto al “sistema”, spirito che ho cercato sempre, inconsapevolmente, di reprimere.

Ma come le leggi della fisica meccanica e della chimica ci insegnano, una molla, se la comprimi molto, rischi di deformarla definitivamente ovvero è possibile che, all’improvviso, risponda con la propria capacità e forza di reazione intrinseca.
Nessun percorso di vita risulta definitivamente segnato e definito, e pur avendo da poco superato i miei primi 50 anni, oggi posso dire di avere consolidato una maggiore consapevolezza rispetto al fatto che ognuno di noi dovrebbe dare un pò del proprio contributo, senza più esitazioni e ritardi, ad un mondo e alle sue componenti (persone, processi, ambiente, etc) che ha bisogno di attenzioni e di tante azioni positive.

Non più tardi di 2 anni fa ho avuto l’occasione e la fortuna di conoscere, in contesti lavorativi e in virtù della professione tecnica che svolgo, alcune persone capaci di analizzare, con rara lucidità, le questioni e lo status delle diverse politiche (regionale, nazionale, UE, internazionale) e le problematiche complesse connesse.

Mi sono confrontato, liberamente, ho dibattuto, ho ascoltato, ho pensato, ho letto e studiato, ho meditato e, alla fine, mi sono reso conto di avere avuto una chance, l’occasione della vita di conoscere un gruppo di persone che mi ha aperto la mente ed allargato le conoscenze e gli orizzonti dell’universo della politica, persone capaci e liberamente pensanti, in grado di analizzare con consapevolezza fatti e questioni politiche e con il giusto grado di determinazione e competenza per individuare problematiche e soluzioni ed azioni da attivare.

Questioni predominanti riguardanti:

- l’uscita dall’Euro e la riattivazione della moneta nazionale;

- la riacquisizione della sovranità nazionale con attivazione di un percorso di fuoriuscita dalle attuali e non più condivisibili politiche della UE a trazione tedesca/franco-tedesca che hanno determinato basso potere d’acquisto monetario successivo al cambio lira/euro, ulteriore disoccupazione, povertà, disagio sociale, scomparsa della classe media borghese;

- il contrasto alla globalizzazione sfrenata dei mercati, alle oligarchie neoliberiste, finanziarie e speculative, alla delocalizzazione ed alla schiavizzazione delle popolazioni delle nazioni di destinazione;

- l’oligarchia delle banche, e il loro “non ruolo”, a servizio dei mercati e del finanz-capitalismo piuttosto che delle esigenze dei cittadini e delle imprese sane;

- lo sfruttamento, senza scrupoli, delle risorse naturali e la depauperazione delle risorse ambientali, con le nuove ipotesi di colonialismo verso le nazioni africane e centro-sud-americane, con azioni di depredamento delle risorse e inquinamento irreversibile di tali territori;

- la riappropriazione formale e sostanziale dell’autonomia prevista dallo statuto Siciliano, direttamente collegato alla costituzione italiana e di cui è parte integrante, con l’attuazione di tutte le prerogative che esso contiene a favore della Sicilia e dei Siciliani; (Vi invito a meditare sulle potenzialità finanziare della Sicilia con la semplice applicazione dell’art. 40 dello Statuto e la piena applicazione degli artt. 37 e 38); sembrerebbe (come asseriscono alcuni esperti economisti) che lo Stato debba alla Sicilia (per la non puntuale applicazione degli articoli dello Statuto relativi a questioni collegate all’uso e gestione di risorse finanziarie e trasferimenti) la modica cifra di 146 miliardi di € (una cifra mostruosa !!!!);

- la piena applicazione del principio della spesa pubblica intelligente ed efficace, capace di attivare un ammodernamento, strutturale e funzionale, della nostra Regione e della Nazione, in grado di innescare nuova capacità operativa imprenditoriale e nuova crescita occupazionale garantendo condizioni di lavoro per tutti in osservanza ai principi costituzionali (art. 1); mi si potrebbe obiettare, a questo punto, che fuoriuscendo dalla UE, si prederebbe quel serbatoio di risorse finanziarie (fondi comunitari) che servono proprio agli investimenti; niente di più falso !!! intanto le risorse UE, in generale, non possono utilizzarsi per operazioni di riqualificazione messa in sicurezza e manutenzione della maggior parte delle opere pubbliche che hanno bisogno di cura e manutenzione (es strade); inoltre riporto il “saldo netto” per il periodo 2009-2015 tra versamenti fatti alla UE e accrediti ricevuti che, per la Corte dei Conti è di ben 37,747 miliardi, per una media di 5,4 miliardi persi all’anno di differenza tra quanto l’Italia ha dato e quanto ha ricevuto da Bruxelles (si arriva in realtà a 5,5 miliardi per via di una recente decisione che ha ricalibrato gli apporti dei singoli Stati) (cfr dato AGI Agenzia Giornalistica Italia). Vi pare poco ?

- il rifiuto delle recenti politiche regionali, che hanno dato evidenza, incontrovertibile, delle diverse forme di ascarismo attuate dai diversi governatori, assessori e parlamentari succedutesi, che hanno venduto e svenduto la Sicilia alle politiche oligarchiche romane e agli interessi della UE targata tedesca, sottomettendosi al formalismo di trattati e regolamenti UE, devastanti per le sorti del meridione d’Europa (vedi gli effetti sul sistema Grecia, ormai una nazione, dal passato glorioso e culla della civiltà, che oggi, di fatto, è all’asta e ove spregiudicati investitori stranieri – tedeschi e cinesi in primis - stanno comprando il comprabile attraverso il meccanismo dei pignoramenti e delle svendite all’asta);

- la proiezione della Sicilia in un contesto socio-economico internazionale, attraverso cui la stessa possa consolidare il ruolo fisico/geografico e strategico, non militare, ma piuttosto storico-economico e turistico-culturale nel centro del Mediterraneo;

- la lotta contro la corruzione diffusa, il malaffare e gli interessi privati nella gestione pubblica; contro l’inezia amministrativa e la mancanza di competenza nei differenti e plurimi contesti della gestione di attività pubbliche;

- la lotta reale alla mafia e la presa di distanza rispetto ai professionisti dell’antimafia, altro recente “cancro” diffusosi nelle nostre collettività (con particolare riferimento, anche, all’applicazione distorta delle procedure connesse —cfr questione Saguto & Co e mala gestione dei beni confiscati; ritengo che una politica sana onesta e competente possa determinare le condizioni per ridurre a zero quel substrato grigio in cui si innesta il malaffare politico-mafioso e da cui lo stesso trae sostentamento;

- la mancata affermazione del principio meritocratico e la lotta contro il clientelismo stratificato, vero elemento di schiavismo subdolo, che molte parti della popolazione, inconsciamente ancora approccia e subisce in modo deleterio;

- la piena affermazione della democrazia del popolo e la ristabilizzazione degli interessi comuni e delle collettività;

Vi pare poco ?

Tali argomentazioni mi hanno profondamente colpito e suscitato interesse, rabbia, voglia di cambiamento ed energia per contribuire e partecipare attivamente.

Abbiamo pianificato, attivato e realizzato incontri e riunioni, abbiamo analizzato questioni e problemi e, giorno dopo giorno, abbiamo configurato l’idea di attivare e promuovere un movimento di opinione e politico in grado di raccogliere istanze e promuovere azioni al fine di migliorare e dare un contributo politico a livello regionale.

Confortati dai diversi contesti europei in cui oggi trovano presa e riscontro, tra la popolazione, le diverse e variegate azioni ed istanze dei movimenti contro le oligarchie e le classi dominanti (Invoke Democracy Now in Gran Bretagna, Die Linke in Germania, Podemos in Spagna, France Insoumise in Francia, Unità Popolare in Grecia) e rinvigoriti dal recente positivo effetto Melenchon, anche in Italia sta prendendo corpo un movimento, appunto su scala nazionale, che si candida quale contenitore politico di tutti quei soggetti insoddisfatti, arrabbiati e ribelli che vogliono contribuire ad operare un cambiamento culturale della politica e delle azioni ad essa connesse, con atteggiamento responsabile, sano e democratico a servizio dei cittadini e del popolo.

Ci siamo, quindi, collegati a movimenti similari che a livello nazionale e territoriale portano avanti tali superiori istanze e questioni ed abbiamo contribuito alla recente creazione del movimento nazionale Italia Ribelle e Sovrana e al soggetto politico CLN- Confederazione per la Liberazione Nazionale.

Con il movimento/lista Noi Siciliani con Busalacchi - Sicilia Libera e Sovrana, sosteniamo la candidatura, a presidente della regione siciliana alle prossime elezioni del 5 novembre, di Francesco Paolo Busalacchi, certamente uomo competente, colto, molto preparato relativamente ai fatti storici siciliani, onesto, senza mai essere minimamente investito da questioni giudiziarie, ottimo conoscitore della macchina amministrativa regionale per averla gestita per un trentennio durante il secolo trascorso; insomma, una certezza !!!

Rispetto a tali obiettivi abbiamo il sostegno e la collaborazione, tra gli altri, di personaggi come il prof. Nino Galloni (esperto economista), il filosofo Diego Fusaro (conoscitore ed esperto analista delle questioni Siciliane).

In questi ultimi 2 anni ho acquisito, quindi, conoscenza e preso coscienza delle realtà politiche alle diverse scale, della fragilità e inconsistenza delle stesse rispetto alla risoluzione dei problemi delle popolazioni e dell’incapacità dei governanti e della classe politica dominante di porre la donna/l’uomo al centro di ogni questione; i partiti dominati (centro-destra prima e centro-sinistra poi) hanno sistematicamente adottando politiche e perpetrato azioni per sottomettere e schiavizzare popolazione e singoli cittadini in un contesto di fittizia democrazia.

Certo, le attuali e recenti (beh, in realtà riferibili già a qualche decennio ...) classi politiche dominanti hanno volutamente creato passo dopo passo, con azioni e tecniche pianificate e “ingegneristiche”, le condizioni per allontanare il cittadino dai processi democratici e, devo ammettere, ci sono riusciti e stanno continuando a consolidare tale approccio. A loro interessa solo questo, creare le condizioni e sostenerle per allontanarti dalla politica e Tu, rigettandola, fai il loro gioco… compartecipe a tua insaputa, ad alimentare un ambito a loro congeniale, l’astensionismo elettorale, così occorre poco consenso per avere quei pochi numeri che Ti permettono di governare in modo incontrastato.

Dobbiamo lavorare per contrastare tale stato di cose, ritornando tutti ad esprimere il nostro voto (di opinione e non di scambio) ed estrinsecare le nostre prerogative democratiche !!!

Credetemi, non è più tempo di delegare e dare carta bianca, sia consapevolmente (“sottomettendo” il proprio voto di opinione) che inconsapevolmente (astensionismo diffuso, distacco dalla politica).

Cari/e elettori/trici disincantati/e e astensionisti/e, vorreste che si rimaterializzasse l’architettura politica che già abbiamo subìto, i cui effetti delle “inadeguate” azioni e scelte stiamo scontando sulla nostra pelle, fatta da ammucchiate recentemente riconsolidate sul versante di centro-destra (Miccichè, Romano, Armao, etc, tutti soggetti che hanno contribuito alla sfascio della Sicilia, depauperandola, saccheggiandola e avendola svenduta ai governi nazionali e all’UE) ?

Del centro-sinistra non voglio neanche fare cenno, il palese attuale sbando totale di tale area vale più di ogni altra affermazione !!!

Occorre promuovere e sostenere idee e soluzioni in prima persona, con un attivismo diretto, partecipando e interagendo con tutte quelle persone sane che vogliono migliorare il mondo e il nostro contesto territoriale.

Non è utopia, dobbiamo crederci, se ci crediamo e lo vogliamo, potremo realizzare tale sogno !!!

Se siamo e stiamo tutti assieme possiamo farcela …

Amo ricordare alcune affermazioni di madre Teresa di Calcutta, attualissime rispetto al ns comune pensare e agli obiettivi del movimento:

- Se fai il bene ti attribuiranno secondi fini egoistici; non importa, fai il bene!
- Se realizzi i tuoi obiettivi troverai falsi amici e veri nemici; non importa, realizzali!
- Non aspettare che arrivino i leader; fallo da solo, persona per persona!
- Io posso fare cose che non tu non puoi, tu puoi fare cose che io non posso. Insieme possiamo fare grandi cose.


Giovanni Di Cristina
Bagheria, 5 settembre 2017    

Continua  »

29.8.17

SICILIA: LA RESA DEI CONTI di Beppe De Santis


[ 29 agosto 2017 ]

Chi ha orecchie per intendere, intenda...

La campagna elettorale siciliana entra nel vivo. Come abbiamo detto le elezioni siciliane del 5 novembre sono la prova generale delle nazionali di primavera. I nostri lettori sanno già che la sola vera novità è la lista SICILIA LIBERA E SOVRANA- Noi siciliani con Busalacchi, movimento con il quale la CNL ha sottoscritto un vero e proprio PATTO POLITICO.
Contro SICILIA LIBERA E SOVRANA sta partendo (c'era da aspettarselo) una vera e propria campagna di denigrazione. Con questo intervento —che getta un fascio di luce sulle recenti vicende siciliane, oscure e meno oscure —parte il contrattacco.

STORIA E FALLIMENTO DEL MPA (Movimento per l’Autonomia) 

E’ l’ora della RESA DEI CONTI della storia e del fallimento dell’MPA.

L’MPA ha suscitato, in Sicilia, una straordinaria speranza (periodo 2005-2008, fase di incubazione e sviluppo) ed è risultato, alla fine dei conti, un TITANICO FALLIMENTO (periodo 2009-2012, fase di governo di Raffaele Lombardo —nella foto sopra).

LE RAGIONI DELLA NASCITA E DELLO SVILUPPO DELL’MPA E LE DUE FASI DIVERSE DEL MPA

Vanno distinte, dunque, due fasi, due realtà e vicende diverse, seppure intrecciate.
Attorno al 2005, il sistema di potere politico, e politico-mafioso siciliano, era in piena crisi.
La base del sistema di potere siciliano, impostosi dal 1994 (clamorosa discesa in campo di Berlusconi), era fondato sul berlusconismo trionfante, su Forza Italia, e, sul quadrumvirato Silvio Berlusconi-Marcello Dell’Utri-Gianfranco Miccichè-Antonio D’Alì. E’ il tempo disgraziato del “61 a 0”, a favore del centro-destra, a trazione berlusconiana. Questo sistema, nel 2005, era in crisi verticale.
Per reggersi, lo scricchiolante sistema di potere berlusconiano, in salsa sicula, dovette far ricorso, malvolentieri, peraltro, all’inedito duopolio BERLUSCONISMO-CUFFARISMO (il fenomeno prende nome dal famigerato e sciagurato Totò Cuffaro, governatore siciliano dal 2001), una riclassificazione, quest’ultima, del peggiore mix tra degenerato, vetero-popolarismo di antica schiatta democristiana (della peggiore specie), clientelismo globale e totalitario, assistenzialismo sistemico e depravato, disinvoltura totale nei rapporti proattivi con la trama affaristico-mafiosa.
Ma, attorno al 2005, anche il cuffarismo è in crisi: era difficile, improbo, reggere all’infinito la titanica —e geometricamente espansiva— CONFEDERAZIONE SICULA DELLE CLIENTELE, in versione “Totò vasa vasa” (nomignolo derivante dalla prassi incontenibile  del nostro Totò governatore di baciare tutto e tutti, una vera e propria incontinenza, un inquietante “governar baciando”).
Frattanto, dopo un decennio di infondate speranze (1995-2005), l’assetto economico e sociale siciliano comincia a precipitare verso l’abisso.
Il malessere, e il furore popolare, prima serpeggia, e, poi, si comincia a sentire diffusamente nell’aria, come veleno.

LE TRE DISTINTE RADICI DELL’MPA

In questo contesto germina l’idea, il progetto e il percorso promozionale dell’MPA.
L’MPA germina da tre distinte radici.

1 - L’AUTONOMISMO, e il sicilianismo genuino, democratico e progressivo, anche con una forte componente di sinistra, rappresentato dalla comunità politica, che già nel lontano 1996, aveva fondato il Movimento e la Lista “Noi Siciliani” (circa 72.000 voti al Senato e circa 47.000 voti alle regionali, con l’elezione di 1 deputato). ”Noi Siciliani” era costituito da 3 componenti: la componente autonomista democratica e progressiva (Erasmo Vecchio, Giuseppe Scianò e altri); la componente laburista di sinistra (Beppe De Santis); la componente cattolico popolare (i fratelli Andrea e Antonio Piraino). Erasmo Vecchio, più degli altri, assicurò generosa continuità operativa all’impegno autonomista, quale autorevole co-promotore di “Nuova Sicilia” (100.000 voti alle regionali del 2001, con 3 deputati).

2 - Il POPOLARISMO CATTOLICO-DEMOCRATICO di ascendenza ACLISTA, rappresentato dal compianto on. Lino Leanza ed altri.

3 - Gli SCISSIONISTI EX-UDC, di remota e vaga provenienza dalla sinistra democristiana e cislina, aggregati attorno a Raffele Lombardo (euro-parlamentare nel 1999 e nel 2004  e anche Presidente della Provincia di Catania dal 2003).

Nella costruzione dell’MPA, la squadra di “Noi Siciliani” ci mise l’anima, la visione, il progetto, gran parte del programma, e quadri e militanti, l’entusiasmo, la generosità romantica perfino. Tanto è vero che lo stesso De Santis, divenne, nella pratica e nell’immaginario collettivo l’ideologo per eccellenza, lo stratega, il tessitore, l’uomo-programma, il mediatore dinamico. Questa fatica è dimostrata dalla mole impressionante di documenti elaborati, di piattaforme, di libri (in gran parte pubblicati dalla casa editrice Arianna gestita da Pietro Attinasi e sua figlia Arianna), convegni, seminari. Una parte della documentazione è facilmente reperibile in WEB. Tra i libri, basti citare: “10 buoni motivi per la nascita e il successo del Movimento per l’Autonomia” (2005), “Autonomia è Ambiente” con Rossana Interlandi (2008), ”Una Sicilia libera e forte. Per il rinnovamento della Sicilia” (2008), “La Sicilia siamo noi. Profilo storico e culturale della Sicilia (3 voll. 2008), “La Sicilia ai giovani siciliani” ( 2008), “L’ultimo treno del Sud e della Sicilia. La programmazione 2007-2013”.
Lino Leanza e la sua squadra ci misero l’approccio sinceramente popolare, responsabile, mediatorio, ragionevole, la concretezza e la generosità operativa a favore dei disoccupati e dei giovani, in particolare.
Raffaele Lombardo —sempre affiancato dal servile e traditore Giovanni Pistorio— ci mise, soprattutto, le truppe, in gran parte cammellate e trasformiste (c’est la vie), nonostante gli appassionati e roboanti impegni autonomisti e para-rivoluzionari degli inizi (periodo 2005-2008). Tutti  genuinamente reperibili in WEB e nella documentazione ufficiale del Governo regionale  e dell’Assemblea regionale. Ci mise, poi, il Lombardo, la più incontinente avidità e smania di potere,  protervia, accidia, mania del potere per il potere , solipsismo paranoico, la mania  di grandezza in sé e per sé (l’hybris), di vera e propria violenza del potere (periodo 2008-2012).

LA PIATTAFORMA TRADITA DELL’MPA

Resta il fatto che la prima fase dell’MPA (2005-2008, prima della conquista del governatorato regionale) fu complessivamente positiva, propulsiva, creativa, democratica, partecipata, densa di idealità e di buona progettazione, almeno da parte dei promotori dell’MPA in buona fede (magari, i classici “utili idioti”). In questo quadro si attivarono centinaia e centinaia di militanti di buona volontà, che diedero l’anima per l’MPA, e anni di impegno gratuito e appassionato. Ne ricordo due tra i tanti: Giuseppe Prestigiacomo e Rossana Interlandi.
Gli obiettivoìi del PRIMO MPA erano:
- dignità, orgoglio, responsabilità e identità alla Sicilia;
- tutela, senza guardare in faccia a nessuno, degli interessi sistemici della Sicilia;
- tutela dell’agricoltura e dell’agroindustria siciliana dalle multinazionali predatrici e dalle centrali oligarchiche;
- animare e rinnovare la partecipazione del Popolo siciliano al governo della cosa pubblica;
- realizzare un sistema generalizzato e serio di FISCALITA’ DI VANTAGGIO O DI SVILUPPO, come dir si voglia;
- realizzare finalmente e bene, senza sé e senza ma, il PONTE SULLO STRETTO, ritenuto-sia pure tra riserve —la madre di tutte le infrastrutture— in modo ecocompatibile e al riparo dei comitati d’affari;
- attuare radicalmente e integralmento lo STATUTO AUTONOMISTICO speciale;
-realizzare, in un’ottica neomeridionalista, il massimo di sinergia e di alleanza possibile con le altre 7 Regioni meridionali;
- “debellare definitivamente” il cancro della mafia, ”tutto in 10 anni al massimo”, così arringava le folle il Lombardo (vedere gli atti dei primi congressi dell’MPA).
Ebbene, DI QUESTO PROGRAMMA RIVOLUZIONARIO NON SI E’ REALIZZATO NULLA, O SI E’ REALIZZATO L’ESATTO IL CONTRARIO.
Tutto è stato vigliaccamente tradito. Una ignominia.
Tant’è che, vista la mala parata, Erasmo Vecchio fu uno dei primi ad andarsene, sdegnano.

I SETTE TRADIMENTI DI LOMBARDO E DEI LOMBARDIANI

Cosa accadde, già nella tarda primavera del 2008, soltanto qualche mese dopo l’ascesa al potere del Lombardo?

L’UOMO SOLO AL COMANDO E LA LIQUIDAZIONE DELL’MPA

1 - In primis, il Lombardo liquidò il nuovo movimento-partito, cioè l’MPA stesso. Tutto il potere al Governatore. L’UOMO SOLO AL COMANDO, in forme estreme e paranoiche.
Ma come si potevano combattere i POTERI FORTI, senza l’ausilio di un Partito forte, organizzato e combattivo?
L’idea poteva esser quella di affidare il partito ai quadri più generosi e disponibili, più vocati e adatti a questa funzione, come Leanza, De Santis, Interlandi, Prestigiacomo e altri bravissimi quadri e militanti.
Ma, quando mai!
Il Lombardo impedì, con protervia, ogni ipotesi di svolgimento di qualche forma congressuale del morente (assassinato) MPA.

LA LIQUIDAZIONE DEI PARTNERS E COLLABORATORI PIU’ATTIVI E AUTONOMI

2 - In secondo luogo, il Lombardo tolse potestà, mise in qualche cantuccio di secondo o terzo ordine, emarginò, o letteralmente liquidò tutti principali e sinceri promotori dell’MPA, a partire da Lino Leanza, Giuseppe Prestigiacomo, Beppe De Santis e decine e decine  di quadri e militanti che ci avevano creduto all’MPA. Ad altri, più deboli e consenzienti, riservò il ruolo di tappabuchi.
Il Lombardo, anche con i più brillanti collaboratori, usò la classica “tecnica della sarda”, di scuola manniniana (dal Ministro Calogero Mannino, maestro del Lombardo e del Cuffaro): fargli assaggiare il potere e lo svolgimento di una funzione autorevole, per poi rimuoverlo dopo pochi mesi, senza ragione alcuna —se non quella di fare “odorare la sarda” ai successivi malcapitati.
Alla “tecnica della sarda” fa da presupposto filosofico “la teoria de coglioni”: vale a dire, che i collaboratori e i partners è meglio, è d’uopo, che siano prevalentemente cretini, fragili, ricattabili, servili. Per quelli mediamente intelligenti e di carattere, non c’è posto. I partners e i collaboratori devono essere come i coglioni, devono essere coglioni.
In compenso, il Lombardo, si tenne sempre tra i piedi (pardon tra i coglioni), il più infido e mellifluo e traditore tra tutti i compagni d’avventura, il già citato Giovanni Pistorio, che, alla prima occasione, lo tradì clamorosamente.
Queste teorie e queste pratiche barbariche fanno da presupposti a fenomenologie governative ben più pericolose e destabilizzanti: il continuo e folle giro di valzer delle maggioranze governative, degli assessori, dei direttori,  degli incaricati e dei collaboratori tutti i livelli. Il caos.

I TRADIMENTI E IL RIBALTAMENTO DELLE ALLEANZE

3 - In terzo luogo, il Lombardo, preso dalla ybris (mania di grandezza di tipo paranoico) dell’uomo solo al comando, presto tradì la maggioranza che l’aveva eletto con fiducia e entusiasmo, e convolò a nozze con il PD di Beppe Lumia e di Antonello Cracolici.
Accade che, nel 2009, i centristi di Casini, avvertendo la crisi strutturale del berlusconismo e della ruolo dello stesso Berlusconi, osarono ipotizzare un CENTRO POLITICO autonomo dallo stesso Berlusconi. Apriti cielo!
Presto, e di nascosto, il Lombardo fece un patto col Cavaliere di Arcore, teso a liquidare l’UDC siciliana, perno dell’UDC nazionale e quindi perno del sognato CENTRO AUTONOMO.
Il Lombardo approntò un vero e proprio TRADIMENTO, di stile borgiano, ai danni degli alleati più viciniori e simpatetici, i malcapitati dell’UDC. I quali, infatti, con vari pretesti rivoluzionari, furono sbattuti fuori dal governo regionale. Quello che ci rimase più male fu soprattutto il povero totò Cuffaro, già in altri e ben più grossi guai affaccendato.
Poi, sempre il Lombardo spaccò Forza Italia siciliana, sbattendone una parte fuori dal governo e tenendosene una parte, servile, dentro. Il fido Miccichè, allievo e cane di scorta del capo della mafia politica, il senatore Dell’Utri.

LOMBARDO E I LOMBARDIANI SERVI DELLE OLIGARCHIE NEOLIBERISTE, FINANZCAPITALISTE SPECULATIVE

4 - In quarto luogo, il Lombardo, abbandonate miserevolmente le istanze autonomistiche, adottò tutte le politiche austeritarie e di tagli della spesa pubblica, antimeridionaliste e anti-siciliane, imposte dal nuovo governo Berlusconi-Tremonti-Bossi, governo, peraltro, a truce trazione leghista. A cominciare dai durissimi tagli alla Sanità e ai Comuni.
Pr la sanità adottò, come assessore, un rozzo tagliatore di teste, un certo Massimo Russo, magistrato rampante, completamente ignavo delle cose sanitarie. A distanza di anni, quando gli operatori sanitari siciliani sentono il nome del sunnominato, si toccano freneticamente le pudenda.

Il Lombardo, da rodomontico guerriero autonomista, assunse il ruolo di servo totale e gagliaardo delle oligarchie neoliberiste speculative romane e europee, che, tra il 2008 e il 2012 ( dal 2011, con truce Mario Monti) fecero definitivamente a pezzi l’Italia, il Sud e la Sicilia.

Peraltro, il Lombardo, essendo molto superbo e ignorante, come gran parte della classe  politica predatoria nostrana, quando nel 2008 (formalmente il 17 settembre 2008, con l’affondamento della Lehman Brothers), scoppio la GRANDE CRISI GLOBALE, NON NE CAPI’ MINIMAMENTE LA PORTATA, ch fu più devastante della crisi del 1929, sebbene alcuni dei suoi collaboratori più volenterosi e informati l’avessero messo sull’avviso, suggerendogli anche di leggere qualche  libro illuminante di Gallino, Bagnai, Piketty, Screpanti.  Nulla da fare. Se ne stracatafottò altamente, come direbbe il maestro Camilleri. Continuò ad andare avanti a testa bassa, contribuendo ad affondare definitivamente la Sicilia.
Alcuni dei più ingenui e testardi  (“utili idioti” per l’allievo preferito di Lillo Mannino) collaboratori d’allora conservano ancora caterve di e-mail indirizzate ufficialmente al Signor governatore con suggerimenti, indicazioni, proposte, finite nel nulla della NULLITA’ AUTODISTRUTTIVA DEL LOMBARDISMO. Forse è tempo di pubblicarle , queste e-mail.

L’ARMATA BRANCALEONE DI LOMBARDO HA TRADITO COMPLETAMENTE L’AUTONOMIA SICILIANA E IL POPOLO SICILIANO

5 - In quinto luogo, il Lombardo riempì il Parlamento regionale, gli Assessorati, gli enti regionali, perfino qualche anfratto del Parlamento nazionale e del governo nazionale di autentici ascari —collaborazionisti venduti al colonizzatore di turno— anti-siciliani, soggetti servili, ignavi e pericolosi, un autentico circo Barnum di soggetti a tutto vocati meno che a fare i guerrieri autonomisti e sovranisti, veri e propri personaggi in cerca d’autore, e proprio per questo dannosi, dannosissimi alla causa del bene comune, del bene pubblico. Figuriamoci alla difesa dell’Autonomia siciliana. Ne ricordo  soltanto alcuni, come in un incubo, ad occhi aperti: Giovanni Pistorio (senatore, deputato all’Ars e pluriassessore), il senatore Vincenzo Oliva, il sottosegretario Giuseppe Reina, Roberto Di Mauro, Carmelo Lo Monte, Riccardo Minardo, Pietro Rao, Angelo Lombardo, Angelo Attaguile, Antonino Rizzotto, Marianna Caronia, Giovanni Greco, Salvatore 
“Toti”Lombardo, Paolo Ruggirello, Totò Lentini, Giuseppe Federico, Vincenzo Figuccia, Giuseppe Gennuso, Mimmo Russo, Paolo Colianni, Gaetano Armao. Un’armata Brancaleone.
Tutti costoro, insieme ad un altro centinaio almeno HANNO TRADITO COMPLETAMENTE L’AUTONOMIA SICILIANA.
Hanno ingannato il popolo siciliano. Sono dei traditori della Patria siciliana.

LOMBARDO E I LOMBARDIANI AL SERVIZIO DI MATTEO RENZI

6 - In sesto luogo, il Lombardo, nel corso della presente legislatura nazionale, ha allocato e dislocato i suoi residui, pochissimi, servi, ancora presenti nel Parlamento nazionale (2-3 scherani), tramite la banda parlamentare di  Denis Verdini, AL SERVIZIO DELLA MAGGIORANZA E DEI GOVERNI RENZI.
Lombardo e i lombardiani sopravviventi sono, dunque, renziani.
Sono corresponsabili di tutte le malefatte del governo Renzi e contorni. Altro che Autonomia.

LOMBARDO E I LOMBARDIANI PER IL “SI’” AL REFERENDUM E QUINDI NEMICI DELLO STATUTO AUTONOMISTICO

7 - In settimo luogo, il Lombardo e i suoi scagnozzi, hanno baldanzosamente sostenuto il SI nel referendum anticostituzionale del 4 dicembre 2016, in perfetta combutta con la banda Renzi.
Ora, svuotare e distruggere la Costituzione italiana del 1948, significa contestualmente distruggere lo Statuto autonomistico siciliano. Non è molto difficile a afferrare.

L’ARMATA BRANCALEONE LOMBARDIANA DI NUOVO IN AGGUATO

Adesso, giungono notizie per cui gran parte di questa gentaglia, da dietro le quinte capitanata dal Lombardo, intende ripresentarsi alle elezioni, per farsi rieleggere e continuare ad ingannare il Popolo siciliano. Sempre in nome dell’Autonomia, dell’Autonomia tradita.
Se hanno tradito una volta, due volte, tre volte, continueranno a tradire.
Vi rendete conto? Di nuovo, Colianni, Rizzotto, Gennuso, Lombardo junior. C’è da inorridire.
Approfitto per far notare che l’esimio Gaetano Armao è stato, in questi anni, dal 2009 ad oggi, il vero braccio destro di Lombardo.
Sarebbe lui —l’Armao tanto caro a Berlusconi— il nuovo guerriero vendicatore dei torti subiti dallo Statuto autonomistico?
Ma, siamo seri!

IL TEMPO DELLA “BESTIA”


Anni fa, nel lontano fine 2008, quando in pochi mesi, capii e capimmo il tradimento in corso del Lombardo, ciascuno in buona volontà cercò di correre ai ripari.
Ci fu chi mollò immediatamente l’MPA e il Lombardo e andò altrove a svernare.
Chi abbandonò, schifato, e per sempre l’attività politica.
Chi tentò di opporsi alla deriva lombardiana e ri-mediare.
Chi, come il sottoscritto tornò agli studi di taglio sovranista costituzionale (come ci saremmo chiamati di lì a poco), al lavoro di progettista dello sviluppo locale, cercò di contribuire alla nascita e allo sviluppo del nuovo movimento contadino che sfociò nei FORCONI, a ipotizzare progettare e promuovere una sommossa meridionalista (sulla falsariga di libri di Pino Aprile) prima dell’insorgenza grillina, a intraprendere la lunga marcia della rivoluzione sovranista costituzionale.
A partire dal Natale del 2008, nel mondo ormai semidistrutto dell’ex MPA, gli improperi e gli epiteti contro il Lombardo si sprecarono.
Un appellativo ebbe particolare successo.
“La Bestia”. E’ stato, per un lungo periodo, l’appellativo più gentile e diffuso per qualificare il traditore di Palazzo D’Orleans.
Lombardo “La Bestia”.
Ora, io alla “Bestia”, intanto, dico: “Non molestare il cane che dorme”.
Ma, “La Bestia” non sa, non può resistere a fare del male, a molestare, a provocare, a violentare, a malignare, a trafficare, a “pupiare”.
Per cui, siccome “ La bestia” non molla, sono stato costretto, durante questo afoso agosto 2017, a scrivere un libro di oltre 200 pagine, tutte dedicate alla “Bestia”.
Il Libro è già in tipografia e uscirà in autunno.
In piena campagna elettorale.
E’ già prevista la presentazione in una settantina di Comuni di Sicilia.
Questo umile e sintetico articolo è soltanto l’antipasto della storia della “Bestia”.
Anticiperemo, nelle prossime settimane, alcuni contenuti del Libro. Sui Blog e su Facebook.
Peraltro, siamo costretti a questo tipo di scrittura, per legittima difesa.
In altri termini, non ne possiamo più dell’impostura di questi cattivi soggetti, di questi satrapi falliti e traditori.
Vi dò, per ultimo, nel successivo post-scriptum, alcuni esempi miserabili  del modo d’essere e agire di questi miserabili soggetti.

Post-scriptum

Mi dicono che il Lombardo ( “La Bestia”) ad un rozzo candidando di Siracusa, piombandogli in casa, gli abbia intimato di non perdere tempo con quei “saltimbanchi” di Beppe De Santis e Erasmo Vecchio.
Povera la mia “Bestia”, come ti sei malridotta.
Vedrai, Vedrai…
Questi saltimbanchi, questi meschini pagliacci, ti faranno saltare il Banco.
Mi dicono che il Lombardo (“La Bestia”) ad un cretino, che si crede un rivoluzionario, abbia suggerito che “il problema non è tanto Erasmo Vecchio, che è un buono. Il problema è De Santis. Che bisogna abbattere. Isolare. E’ lui l’estraneo ai nostri interessi (?), l’alieno. Pericoloso”.
Il Lombardo ignora, o fa finta, che Erasmo e Beppe sono fratelli siamesi.
Vedrai, vedrai…
Sì, siamo magnificamente estranei ai suoi interessi (?).

Attenzione, cara “Bestia”, a quel che scrisse il 30 settembre 2005  il famigerato pidocchio Matteo Messina Denaro, attuale capo assoluto di Cosa Nostra, nel suo epistolario “Lettere a Svetonio”, col noto Vaccarino —ex sindaco colluso  e tragediatore di Castelvetrano, a suo tempo, attivo sodale del Lombardo e cacciato dalle file dell’ MPA per iniziativa di De Santis e altri—, riferendosi alla nascita e sviluppo dell’MPA, a trazione lombardiana:

 “ n.b. Mi piace il nuovo cammino (l’MPA), escluso De Santis”.
“Con accresciuta stima e l’immenso affetto di sempre 
un bacio - ad maiora
suo Alessio”.
(alias Matteo Messina Denaro).

Nelle prossime puntate, ripubblicheremo l’intera intercettazione e altre stuzzicanti notizie.

Continua  »

TEMI

Confederazione per la Liberazione Nazionale (61) CLN (44) elezioni 2018 (20) Italia Ribelle e Sovrana (17) Leonardo Mazzei (17) Sicilia Libera e Sovrana (17) Beppe De Santis (16) Noi siciliani con Busalacchi (16) Alitalia (13) II assemblea della CLN 1-3 settembre 2017 (12) Unione Europea (12) elezioni regionali siciliane 2017 (12) nazionalizzazione (12) sinistra (11) Sicilia (10) euro (10) C.L.N. (9) sovranità nazionale (9) Sandokan (7) Costituzione (6) Fabio Frati (6) Lega Nord (6) Luca Massimo Climati (6) Cerveteri Libera (5) Emiliano Gioia (5) Flat tax (5) Italia (5) Lista del Popolo (5) Matteo Renzi (5) Moreno Pasquinelli (5) Movimento 5 Stelle (5) Noi Mediterranei (5) Risorgimento Socialista (5) immigrazione (5) legge elettorale (5) sovranismo (5) Alitalia all'Italia (4) CUB trasporti (4) Ferdinando Pastore (4) Germania (4) Matteo Salvini (4) Programma 101 (4) antifascismo (4) crisi (4) popolo (4) sovranità popolare (4) Antonio Ingroia (3) Daniela Di Marco (3) Franco Busalacchi (3) Partito Democratico (3) Pd (3) Piemme (3) destra (3) elezioni siciliane 2017 (3) lavoro (3) nazionalismo (3) neoliberismo (3) patriottismo (3) patriottismo costituzionale (3) sistema proporzionale (3) 25 aprile 2017 (2) Alberto Bagnai (2) Antonio Amoroso (2) Armando Siri (2) Carlo Formenti (2) Emmezeta (2) Forum dei Popoli Mediterranei (2) Forza del Popolo (2) Francia (2) Franz Altomare (2) Giovanni Di Cristina (2) Giulietto Chiesa (2) Giuseppe Angiuli (2) Grecia (2) In nome del popolo italiano (2) Je so' Pazzo (2) La variante populista (2) Lega (2) Luciano Canfora (2) M5S (2) Macron (2) Piattaforma sociale Eurostop (2) Regno Unito (2) Resistenza (2) Riccardo Achilli (2) Rivoluzione Democratica (2) Rosatellum (2) Troika (2) Ugo Boghetta (2) democrazia (2) economia (2) elezioni (2) fascismo (2) globalizzazione (2) mercato (2) neofascismo (2) patriottismo repubblicano (2) politica monetaria (2) populismo (2) rosatellum 2.0 (2) sinistra anti-nazionale (2) tasse (2) 2 giugno (1) Africa (1) Air France-Klm (1) Alberto Micalizzi (1) Alessandro Chiavacci (1) Angelo Panebianco (1) Arditi del Popolo (1) Articolo 1-Mdp (1) BCE (1) Bagheria (1) Banca centrale (1) Bernie Sanders (1) CLN-Sardegna (1) CUB (1) Campo Progressista (1) Catalogna (1) Cerveteri (1) Ceta (1) Chianciano Terme (1) Chikungunya (1) Civitavecchia (1) Claudio Borghi (1) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (1) Delta Air Lines (1) Di Maio (1) Die Linke (1) Diego Fusaro (1) Dimitris Mitropoulos (1) Diosdado Toledano (1) Edoardo Biancalana (1) Elkaan (1) Emmanuel Macron (1) Enea Boria (1) Enrico Laghi (1) Eurogruppo (1) Europa (1) Fabrizio De Paoli (1) Festa della Repubblica (1) Fiat Chrysler (1) Fiorenzo Fraioli (1) Fiscal Compact (1) Fondamenta (1) Forum Internazionale 1 settembre 2017 (1) Forum Popoli Mediterranei (1) George Soros (1) Giuliano Pisapia (1) Glauco Benigni (1) Grassobbio (1) Indipendenza e Costituzione (1) Industria 4.0 (1) Inge Hoger (1) Intesa Sanpaolo (1) Jean Luc Mélenchon (1) Jean-Claude Juncker (1) Jens Weidmann (1) Jeremy Corbyn (1) Kemi Seba (1) Le Pen (1) Leoluca Orlando (1) Lillo Musso Massimiliano (1) Luigi Di Maio (1) Luigi Gubitosi (1) Manifestazione Nazionale 25 marzo 2017 (1) Manolo Monereo (1) Marco Zanni (1) Mariano Ferro (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Scardovelli (1) Mdp (1) Medioriente (1) Mediterraneo (1) Millennial (1) Mimmo Porcaro (1) Movimento Popolare di Liberazione (1) NPL (1) Nello Musumeci (1) Nino Galloni (1) Norberto Fragiacomo (1) ONG Jugend Rettet (1) PIL (1) Papa Bergoglio (1) Piano per la Rinascita di Alitalia (1) Pietro Attinasi (1) Pomigliano d’Arco (1) Portella della Ginesta (1) Portella della Ginestra (1) Putin (1) Quantitative easing (1) Referendum in Veneto e Lombardia (1) Reggiani Macchine (1) Rifondazione Comunista (1) Risorgimento (1) Roberta Lombardi (1) Roberto Garaffa (1) Rosatellum 2 (1) Russia (1) Salvini (1) Sandro Arcais (1) Senso Comune (1) Silvio Berlusconi (1) Sinistra Italiana (1) Smartphone (1) Socialismo (1) Spagna (1) Stato (1) Stato di diritto (1) Stato nazione (1) Statuto della CLN (1) Stefano Paleari (1) Stx (1) Toni Negri (1) Tsipras (1) Ttip (1) Unità Popolare (1) Venezuela (1) Wolfgang Münchau (1) aiuti di Stato (1) ambiente (1) americanizzazione (1) anarco-immigrazione (1) antimperialismo (1) assemblea fondativa (1) astensionismo (1) autodeterminazione dei popoli (1) azienda strategica (1) blocco sociale (1) bollette non pagate (1) brexit (1) capitalismo (1) casa pound (1) centro-destra (1) centro-sinistra (1) change.org (1) cinque stelle (1) classe (1) classi sociali (1) compagnia di bandiera pubblica (1) comunità (1) costo del lavoro (1) debitocrazia (1) debitori (1) diritti sociali (1) ego della rete (1) elezioni comunali 2017 (1) elezioni comunali siciliani 2017 (1) elezioni politiche 2018 (1) elezioni siclia 2017 (1) embraco (1) fabbrica (1) fiducia (1) franco (1) governabilità (1) iGen (1) ideologia (1) il pedante (1) immigrazione sostenibile (1) incendi (1) internazionalismo (1) italiani (1) italiano (1) lavoratori (1) legittima difesa (1) libero mercato (1) libero scambio (1) licenziamento (1) lingua (1) lingua nazionale (1) liste civiche (1) mercato libero (1) mercatol (1) migranti (1) minibot (1) neolingua (1) operai (1) ordo-liberismo (1) ordoliberismo (1) partito della nazione (1) petizione (1) piena occupazione (1) populismo di sinistra (1) post-operaismo (1) poveri (1) povertà (1) precari (1) precariato (1) premio di maggioranza (1) privatizzazione (1) privatizzazioni (1) rappresentanza (1) razzismo (1) reddito di cittadinanza (1) referendum (1) referendum Alitalia (1) repressione (1) ricchezza (1) ricchi (1) robot (1) schiavismo (1) seconda Repubblica (1) sinistra sovranista (1) sistema elettorale (1) sistema tedesco (1) sociologia (1) sondaggi (1) sovranismo costituzionale (1) sovranità e costituzione (1) sovranità monetaria (1) spread (1) stella rossa (1) tagli ai salari (1) tagli all'occupazione (1) tecnologia (1) xenofobia (1) élite (1)

Blogger templates